Il perdurare delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e il crollo delle azioni Apple (legato alla notizia che avrebbe tagliato gli ordini di produzione dei suoi ultimi tre iPhone) hanno pesato su Wall Street: il Nasdaq ha chiuso a -3,03% e il Dow Jones ha perso l’1,56%, quasi 400 punti (Reuters). Il settore più colpito è stato quello tecnologico, trascinato in basso dal crollo del titolo Apple (-4%) causato dalla decisione dell’azienda di Cupertino di tagliare la produzione degli ultimi tre iPhone presentati lo scorso 12 settembre (Wsj).

Le Borse europee hanno risentito dell’apertura negativa negli Usa e hanno chiuso tutte in rosso (Repubblica). Milano inverte la rotta sul finale di seduta e chiude a -0,29%, Londra perde lo 0,19%, Francoforte arretra dello 0,85% e Parigi dello 0,79%. Si appesantisce il rosso di Wall Street. Il Dow Jones lascia sul terreno l’1,17% , il Nasdaq cede il 2,11% mentre lo S&P 500 l’1,01%, in grossa difficoltà ovviamente Apple.

A pesare sull’andamento delle Borse anche l’arresto per evasione fiscale del presidente e ad del gruppo Renault-Nissan, Carlos Ghosn. Lui e un altro dirigente, Greg Kelly, avrebbero sottostimato i loro compensi nei report alle autorità di borsa, e avrebbero usato beni aziendali a fini personali. Il gruppo ha deciso di licenziarlo (Forbes). La notizia ha fatto subito precipitare in Borsa i titoli delle società dell’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, che è stato proprio Ghosn a sviluppare portandola l’anno scorso al primo posto mondiale per vetture vendute, 10,6 milioni, e rendendola leader nel mercato dell’auto elettrica (Repubblica). Il titolo di Renault è arrivato a perdere oltre il 12%, quello di Nissan (in Germania) oltre il 10%. Intanto il presidente francese Emmanuel Macron ha assicurato che lo Stato francese sarà “estremamente vigile” per preservare “la stabilità dell’alleanza e del gruppo”. Un dramma che assomiglia a un colpo di stato (Bloomberg).

com.unica, 20 novembre 2018

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