Nel corso dell’assemblea dei soci tenutasi ieri a Rozzano, nel milanese, il fondo americano Elliott ha conquistato la maggioranza nel consiglio di amministrazione di Tim con il 49,8% dei voti: potrà esprimere dieci consiglieri su 15, controllando di fatto la società di telecomunicazioni (Repubblica). Nel cda entrano, tra gli altri, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Luigi Gubitosi e Fulvio Conti, ex ad di Enel, che sarebbe in pole per la presidenza (Il Sole 24 Ore).

Si tratta di una vittoria nei confronti della francese Vivendi, azionista di maggioranza con il 23,9%, resa possibile dall’appoggio dei piccoli azionisti e di Cassa depositi e prestiti, che ora è pronta a salire nel capitale. Vivendi ha accusato Cdp di aver falsato il voto. Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda plaude alla vittoria e chiede che ora Tim sia “una vera public company”. Il titolo Telecom ha reagito bene in Borsa.

Chi comanda? Elliot controlla il 9,2% di Tim e ha confermato di voler dare fiducia al piano dell’ex ad e attuale direttore generale Amos Genish. Il nuovo board si riunirà lunedì per la distribuzione delle deleghe (Il Sole 24 Ore). Ma non c’è solo Tim: lo stesso Sole 24Ore ci spiega come l’Europa sia diventata terra di conquista dei fondi attivisti Usa. Il giornale della Confindustria mette in risalto le statistiche di S&P Market Intelligence sulle campagne lanciate da questa categoria di fondi da inizio anno. Tenendo conto delle iniziative annunciate e di quelle portate a termine da inizio anno si contano ben 147 campagne di fondi attivisti. Il primo trimestre dell’anno in particolare è stato il più vitale di tutti i tempi con ben 104 iniziative censite a livello globale e ad aprile il trend si è ulteriormente intensificato con 43 operazioni censite finora.

(com.unica, 5 maggio 2018)

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