Mario Draghi: un piano per rilanciare la competitività europea
L’economia europea ha bisogno di investimenti massicci pari a quelli del Piano Marshall e di molta più innovazione, afferma l’ex banchiere centrale
Mario Draghi ha presentato un ambizioso piano per rafforzare la competitività dell’Europa, richiamando la necessità di investimenti massicci, simili al Piano Marshall, e di una decisa spinta all’innovazione. La crescita del continente è in stallo da decenni, con un divario crescente rispetto agli Stati Uniti in termini di PIL e reddito disponibile. Draghi sottolinea che, senza azioni decisive, l’Europa rischia “una lenta agonia” e di compromettere il suo benessere economico, sociale e ambientale.
Lo studio gli era stato commissionato dalla Commissione Europea circa un anno fa. Il risultato è uno studio approfondito di quasi 400 pagine, elaborato con un gruppo di economisti e ricercatori in cui sono raccolte le più importanti sfide che attendono l’economia europea oggi e nei prossimi anni.
Il primo passo per rilanciare la competitività è colmare il divario tecnologico con gli Stati Uniti. L’Europa è rimasta indietro nella rivoluzione digitale e Draghi evidenzia come l’innovazione sia ostacolata da regolamentazioni rigide e incoerenti. L’Europa – si legge nel documento – è bloccata in una struttura industriale statica, con poche nuove aziende che sorgono per sconvolgere le industrie esistenti o sviluppare nuovi motori di crescita. In effetti, non c’è nessuna azienda dell’UE con una capitalizzazione di mercato superiore a 100 miliardi di euro che sia stata creata da zero negli ultimi cinquant’anni, mentre tutte le sei aziende statunitensi con una valutazione superiore a 1.000 miliardi di euro sono state create in questo periodo. Questa mancanza di dinamismo si autoavvera. Le start-up europee spesso preferiscono espandersi sul mercato americano, attratte da capitali e normative più favorevoli. Draghi propone una riforma strutturale del ciclo di innovazione, che includa investimenti pubblici in tecnologie emergenti e infrastrutture, oltre a politiche che favoriscano la commercializzazione delle idee e la crescita delle imprese innovative.
Un altro aspetto cruciale è la decarbonizzazione, che deve essere integrata nella strategia di crescita. Draghi avverte che, se non gestita correttamente, la transizione verde potrebbe danneggiare la competitività europea, già penalizzata da costi energetici molto più alti rispetto agli Stati Uniti. Tuttavia, la decarbonizzazione rappresenta anche un’opportunità, soprattutto nel settore delle tecnologie pulite, dove l’Europa è leader. Il piano di Draghi prevede una riforma del mercato energetico per far beneficiare le aziende dei risparmi legati all’energia pulita e un sostegno mirato all’industria verde per contrastare la concorrenza cinese.
Infine, Draghi affronta il tema della sicurezza economica. La dipendenza dell’Europa da poche nazioni per materie prime critiche e tecnologie digitali pone il continente in una posizione di vulnerabilità. Il rapporto sollecita la creazione di una politica economica estera coordinata e la costruzione di capacità industriali nel settore della difesa, attualmente frammentato.
Secondo Draghi, l’Europa ha bisogno di unire le forze per far fronte a queste sfide. L’integrazione dei mercati dei capitali, una maggiore cooperazione tra paesi e il finanziamento pubblico di progetti strategici sono considerati essenziali per garantire la crescita e preservare il modello sociale europeo. Senza azioni rapide e concertate, l’UE rischia di compromettere il suo futuro economico e la sua autonomia.
S.C., com.unica, 9 settembre 2024
