“Abitare lo spazio”: online la piattaforma che mappa l’arte pubblica di Liliana Cano in Sardegna
Oltre sessant’anni di interventi in 17 comuni, quasi 200 opere documentate e una mappa interattiva per restituire visibilità a un patrimonio fragile e diffuso
Da oggi l’arte pubblica di Liliana Cano ha una nuova casa digitale. Si intitola “Abitare lo spazio” la piattaforma online che raccoglie, documenta e mappa oltre sessant’anni di interventi realizzati dall’artista in Sardegna: un progetto innovativo che rende finalmente fruibile in modalità open-access un patrimonio diffuso nel territorio regionale, spesso minacciato dal tempo, dalla perdita di visibilità o da un’accessibilità limitata.
Promossa dall’Archivio Liliana Cano e sviluppata a partire dal volume “Liliana Cano. Abitare lo spazio. Opere pubbliche in Sardegna” (Ilisso, ottobre 2025), la piattaforma amplia e potenzia il lavoro editoriale integrando testi critici, documentazione fotografica, mappatura territoriale e contenuti audiovisivi. Il risultato è uno strumento pensato per studiosi, operatori culturali, policy makers e appassionati d’arte, ma capace di parlare anche a un pubblico più ampio, grazie a un’interfaccia multilivello e a un impianto scientifico rigoroso.
La direzione scientifica è affidata a Davide Mariani, autore del volume e direttore artistico dell’Archivio Liliana Cano e del Museo Diffuso di Oliena. «La piattaforma nasce per rendere accessibile un patrimonio ancora poco conosciuto. Molti di questi interventi, nel tempo, sono andati perduti, alterati o rimossi; altri restano difficilmente fruibili per la loro collocazione in luoghi non sempre aperti», spiega Mariani. «Il progetto prova così a restituirne visibilità e continuità di lettura, permettendo di avvicinarsi a opere che non sempre è possibile incontrare direttamente, mappando anche le cicatrici, le assenze e i colori sbiaditi, al fine di innalzare il livello di guardia sulla fragilità dell’arte pubblica». La ricognizione prende in esame oltre sei decenni di attività e attraversa una rete di 17 comuni e località della Sardegna: Aglientu, Sassari, Ittiri, Santa Teresa Gallura, Mores, Ozieri, Bultei, Bono, Oliena, Orgosolo, Galanoli, Fonni, Irgoli, Budoni, Santa Maria Navarrese, Selegas e Cagliari. In questo scenario prende forma un corpus articolato di circa duecento interventi: murali, cicli pittorici in situ, opere per chiese e spazi pubblici, monumenti e lavori concepiti in relazione a specifici contesti comunitari. Una presenza capillare che testimonia la continuità e la coerenza dell’impegno di Cano nello spazio collettivo, dove l’arte non è mai semplice ornamento ma dispositivo di relazione.
Un’architettura digitale su più livelli
La piattaforma si presenta con un’architettura articolata. La sezione “Il progetto” introduce obiettivi e sviluppo della ricerca, mentre il nucleo teorico e metodologico si suddivide in quattro sotto-sezioni dedicate: alla ricognizione delle opere pubbliche, alla raffigurazione del corpo femminile, alla presenza del sacro nel quotidiano e alle questioni legate alla fragilità dell’arte pubblica. Accanto all’impianto teorico, strumenti dinamici facilitano la consultazione: una mappa interattiva consente di orientarsi nei luoghi in cui l’artista ha operato; una cronologia ricostruisce le principali tappe della produzione pubblica; una sezione di approfondimenti analizza nuclei tematici e opere emblematiche. Tra queste spiccano il ciclo pittorico della chiesa di San Lussorio a Oliena, le interpretazioni della Via Crucis, il Monumento alla donna (1985), oltre a riflessioni sul muralismo in Sardegna e sulla poetica figurativa dell’artista.

Liliana Cano con il Monumento alla donna 1985
La piattaforma include inoltre un video inedito che ripercorre la presenza di Liliana Cano nello spazio pubblico e documenta le attività di studio e mappatura condotte negli ultimi anni.
Un progetto nato dalla ricerca e dall’innovazione
“Abitare lo spazio” è uno spin-off della ricerca avviata nell’ambito del programma PNRR e.INS – Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia, da cui eredita l’impostazione metodologica e una forte attenzione alla disseminazione. Non si tratta dunque di un semplice archivio digitale, ma di un ecosistema conoscitivo che intreccia memoria, tecnologia e territorio.
La piattaforma digitale sarà inoltre presentata al pubblico durante l’evento “VIAVAI VAIVIA. Arte, fotografia e antropologia: Riconfigurazione dello sguardo & Placemaking”, promosso in occasione del World Anthropology Day 2026 e ospitato il 27 febbraio a Milano presso Stecca3 – Urban Cultural Hub.
La piattaforma è consultabile all’indirizzo: https://lilianacano.com/abitarelospazio/
Sebastiano Catte, com.unica 26 febbraio 2026
