Dalla mezzanotte americana sono diventati effettivi i dazi al 25% imposti dal presidente Usa Donald Trump su 818 prodotti importati dalla Cina, che valgono 34 miliardi di dollari (Nyt). È la prima tranche di un’azione da 50 miliardi. La Fed ha espresso i suoi timori per gli investimenti.  E per le imprese il peggio deve ancora arrivare, sottolinea Bloomberg. Il guru di Wall Street Allen Sinai dice a Repubblica: “Siamo vicini a una crisi come quella degli anni Trenta”. “Ci sarebbero conseguenze molto negative sul medio termine” – aggiunge. “Per ora Trump sbandiera agli operai del Michigan che ha colpito la concorrenza cinese. E tanto basta. Un ultimo paradosso: dice che sta applicando le tecniche negoziali che ha descritto nei suoi libri. Ma nei libri c’è scritto anche che le conseguenze di tali comportamenti sono imprevedibili».

Da Pechino spiegano che gli Usa hanno lanciato la più grande guerra commerciale della storia, promettendo “contro-dazi” di valore equivalente (Reuters). La “guerra” tra i due Paesi, annuncia Il Sole 24 Ore, sarà soprattutto sull’hi-tech. 

La cancelliera Merkel si è detta disponibile a ridiscutere i dazi sulle auto, ma a livello globale e non solo tra Europa e Usa (Bloomberg). I giornali oggi parlano di una riunione segreta avvenuta nell’ambasciata americana a Pechino per stabilire la tregua. Intanto alcuni Paesi Ue hanno dato il via libera alle misure per limitare l’effetto dei dazi sull’alluminio (Repubblica). I 28 hanno dato il loro via libera alla proposta della Commissione, che verso metà luglio adotterà nel dettaglio il provvedimento che prevede un sistema di limitazioni, tra quote e dazi, alle importazioni nell’Ue per fare in modo che queste continuino a rispecchiare i flussi commerciali storici.

(com.unica, 6 luglio 2018)

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