Alla Camera nasce l’Intergruppo parlamentare sull’Intelligenza Artificiale
Dieci parlamentari di diversi schieramenti e un Comitato tecnico-scientifico di esperti per governare l’innovazione tecnologica tra etica, industria, sanità e mercati globali.
ROMA — Governare l’Intelligenza Artificiale prima che sia la tecnologia a dettare le regole. È con questo obiettivo che il 9 marzo scorso, nella Sala stampa della Camera dei Deputati, è stato presentato l’Intergruppo parlamentare “AI, Empowerment e Mercati Emergenti”, una nuova iniziativa trasversale dedicata alla governance dell’innovazione tecnologica e allo sviluppo sostenibile delle tecnologie digitali. A presiederlo è l’onorevole Antonio Baldelli, promotore dell’iniziativa, che durante la presentazione ha sottolineato la necessità di affrontare la trasformazione tecnologica con una visione politica e istituzionale capace di anticipare i cambiamenti.
“La tecnologia non è un destino inevitabile ma una scelta politica”, ha affermato Baldelli. “Noi scegliamo di governarla con competenza, responsabilità e umanità”. Secondo il presidente dell’Intergruppo, la velocità con cui l’innovazione tecnologica si sviluppa impone alle istituzioni di dotarsi di strumenti adeguati per comprenderne gli effetti e indirizzarne l’impatto su economia, sicurezza e diritti dei cittadini. L’Intelligenza Artificiale, ha osservato, non rappresenta di per sé un rischio, ma può diventarlo se non viene accompagnata da regole, competenze e responsabilità.
L’Intergruppo riunisce dieci parlamentari appartenenti a diverse forze politiche, dal centrodestra ad Azione e Italia Viva, con una composizione paritaria di genere: cinque uomini e cinque donne. Ne fanno parte Cristina Almici (FdI), Antonio Trevisi (FI), Elena Murelli (Lega), Stefano Maullu (FdI), Giulia Pastorella (Azione), Giovanni Arruzzolo (FI), Lavinia Mennuni (FdI), Annamaria Furlan (Italia Viva), Giorgio Lo Vecchio (FI), oltre allo stesso Baldelli.
Nel suo intervento Baldelli ha richiamato anche il tema dell’inclusione nel settore tecnologico, ricordando che oggi solo il 16% delle professioni tecnologiche è occupato da donne. Un dato che rende evidente la necessità di rafforzare le politiche di empowerment e accesso alle competenze scientifiche e digitali. “Non esiste vera innovazione senza inclusione”, ha sottolineato.
Accanto all’attività parlamentare opererà un Comitato tecnico-scientifico composto da studiosi, ricercatori ed esperti provenienti dal mondo accademico e industriale. Tra i componenti figurano Rosa Alfaro Guevara, Anna Iole Arena, Elisabetta Falcone, Angelica Bianco, Maria Brunetti, Massimo Calearo Ciman, Giancarlo Cremonesi, Silvia Gambadoro, Raimondo Carlo Maria Grassi, Achille Lucio Gaspari, Giuseppe Ghisolfi, Loretta Kajon, Ubaldo Livolsi e Vincenzo Romano Spica.
L’obiettivo è costruire un ponte stabile tra Parlamento, università e sistema produttivo, integrando indirizzo legislativo e competenze scientifiche per affrontare le sfide della trasformazione digitale.
Tra gli esperti coinvolti c’è l’imprenditore Massimo Calearo Ciman, attivo nei settori delle telecomunicazioni e dell’industria 4.0. “Sono onorato di entrare in questo Intergruppo parlamentare — ha dichiarato — e metto a disposizione la mia esperienza nei mercati esteri e nella connettività per promuovere uno sviluppo etico, inclusivo e sostenibile dell’Intelligenza Artificiale”.
L’attività dell’Intergruppo si articolerà in cinque aree strategiche: etica e legislazione, energia sostenibile e aerospace, finanza e sistema bancario, sanità, mercati emergenti e innovazione industriale.
Sul piano etico e normativo lavorerà la Commissione “Empowerment, Etica e Legalità”, presieduta da Angelica Bianco, che si concentrerà su trasparenza degli algoritmi, diritti digitali e contrasto ai bias discriminatori nei sistemi automatizzati.
“L’Intelligenza Artificiale deve essere uno strumento al servizio delle persone e delle istituzioni”, ha dichiarato Bianco. “Servono regole chiare, algoritmi trasparenti e una cultura digitale fondata su etica, diritti e partecipazione”.
Un altro ambito strategico riguarda il rapporto tra innovazione tecnologica, energia e infrastrutture. La Commissione “Energia Sostenibile, AI e Aerospace”, guidata da Raimondo Carlo Maria Grassi, avvierà tavoli di lavoro dedicati alla transizione energetica e all’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei sistemi infrastrutturali.
“L’innovazione tecnologica applicata all’energia rappresenta una priorità strategica per il Paese”, ha spiegato Grassi. “L’AI può migliorare l’efficienza dei sistemi, rafforzare la sicurezza delle reti e accelerare la transizione verso modelli sostenibili”.
Grande attenzione sarà dedicata anche alle applicazioni dell’AI nella sanità. La Commissione “Sanità, AI, Università e Ricerca”, presieduta dal professor Vincenzo Romano Spica, analizzerà il potenziale delle tecnologie digitali nella diagnosi precoce, nella medicina predittiva e nel miglioramento dei sistemi sanitari.
“L’Intelligenza Artificiale può rappresentare una svolta per la sanità”, ha osservato Spica. “Dalla diagnosi precoce alla medicina predittiva, fino al supporto alle decisioni cliniche, l’innovazione tecnologica consente cure più tempestive, personalizzate ed efficienti”.
Infine, la Commissione “Mercati Emergenti, Industria e Innovazione”, presieduta dal professor Ubaldo Livolsi, lavorerà per rafforzare la competitività internazionale delle imprese italiane attraverso l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei processi industriali. “L’Intelligenza Artificiale rappresenta una leva fondamentale per modernizzare il sistema industriale e rafforzare la presenza dell’Italia nei mercati globali”, ha dichiarato Livolsi.
La nascita dell’Intergruppo si inserisce in un contesto internazionale in cui il tema della regolazione dell’Intelligenza Artificiale è sempre più centrale, tra innovazione tecnologica, competizione geopolitica e tutela dei diritti.
Per i promotori dell’iniziativa, il messaggio è chiaro: l’AI non è soltanto una questione tecnica, ma una sfida politica, economica e culturale che riguarda il futuro della democrazia e dello sviluppo. Ed è proprio su questo terreno che il nuovo Intergruppo parlamentare intende giocare la sua partita: trasformare l’innovazione in una leva di crescita, sicurezza e progresso sociale.
com.unica, 13 marzo 2026
