Presentato anche il libro “Il diritto dei contratti pubblici nell’era del PNRR”. Intervista a Marco Mariani, curatore del volume insieme a Emilio Toma.

Firenze, 27 marzo 2026 – Si è svolto presso l’Hotel Indigo il seminario “Appalti 4.0: Innovazione, Giurisprudenza e Sfide PNRR”, occasione di confronto tra magistratura amministrativa, accademia e operatori del procurement pubblico su alcune delle principali linee evolutive del sistema degli appalti, a tre anni dall’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti pubblici. L’incontro ha evidenziato come il settore sia oggi attraversato da trasformazioni profonde, che investono non solo gli strumenti operativi, ma anche i principi e le categorie giuridiche di riferimento.

Ad aprire i lavori è stata la dott.ssa Monica Piovi, Direttore Area Organizzazione e Risorse del Consiglio regionale della Toscana, che ha illustrato il ruolo sempre più centrale delle piattaforme digitali nella gestione delle procedure di gara. La digitalizzazione è stata letta come leva di riorganizzazione complessiva del sistema, capace di incidere su trasparenza, controllo e responsabilità.

L’avv. Marco Mariani, dello Studio legale associato Catte Mariani, ha affrontato il tema delle principali criticità applicative emerse al vaglio del giudice amministrativo. L’analisi ha messo in luce un quadro giurisprudenziale in evoluzione, segnato da tensioni interpretative rilevanti, in particolare con riferimento all’applicazione dei criteri ambientali, ai limiti del principio del risultato

Michele Rainieri, CEO & Owner di Rainieri Antincendio, ha approfondito il tema dell’impatto della sicurezza antincendio negli appalti pubblici, evidenziando come i profili tecnici e di prevenzione assumano un rilievo crescente, soprattutto nei settori ad alta complessità come quello

Il panel centrale, moderato dal Consigliere di Stato Antonella Manzione, ha rappresentato il momento di maggiore confronto tra amministrazioni e operatori economici. Sono intervenuti la dott.ssa Nadia Ruffini, Direttrice Acquisti e Progetti Speciali presso So.Re.Sa. S.p.A.; il dott. Marco Pantera, Direttore centrale Acquisti di ARIA S.p.A.; il dott. Davide Rizzardi, di Cavalier Davide Rizzardi ed Associati S.r.l.; l’ing. Gonzalo Fogliati Molajoni, di Molajoni Antincendi. Presente anche Simone Orlandini, titolare di IT Sicurezza Antincendio di Parma. Il dibattito ha evidenziato le criticità ancora presenti nelle regole di gara, ma anche le opportunità offerte da una maggiore integrazione tra pubblico e privato, nonché le prospettive – ancora da governare – legate all’impiego dell’intelligenza artificiale nel procurement sanitario.


Nel pomeriggio, il dott. Davide De Grazia, magistrato del TAR Toscana, ha presentato il volume “I contratti pubblici nell’era del PNRR”, a cura di Marco Mariani ed Emilio Toma, offrendo una riflessione sul ruolo del PNRR come acceleratore di processi già in atto e come banco di prova per la tenuta del sistema normativo e giurisprudenziale.

Di particolare rilievo anche gli interventi del dott. Marcello Faviere, magistrato del TAR Toscana, sulle clausole sociali e sugli strumenti di inclusione lavorativa, con attenzione alle politiche di genere e generazionali ed una simulazione di predisposizione di clausola sociale con l’uso di I.A.; del prof. Pier Francesco Lotito, Professore ordinario di Diritto pubblico nell’Università di Firenze, che ha analizzato le nuove forme della responsabilità amministrativa alla luce della recente L. n. 1/2026, mettendo in evidenza una significativa modifica degli ambiti di responsabilità e delle conseguenti implicazioni per i funzionari pubblici.

L’intervista all’avv. Marco Mariani

Al termine dei lavori abbiamo intervistato l’avv. Marco Mariani (Partner dello Studio legale associato Catte Mariani e docente universitario a contratto).

Avvocato Mariani, il suo intervento al seminario ha evidenziato una fase di profonda trasformazione del diritto dei contratti pubblici. Possiamo parlare davvero di cambio di paradigma?

Assolutamente sì. Non siamo di fronte a una semplice riforma normativa, ma a una trasformazione strutturale del sistema. Il nuovo Codice del 2023, letto insieme alla disciplina del PNRR, segna il passaggio da un modello centrato sulla procedura a un modello orientato al risultato, alla performance e alla responsabilità dell’amministrazione. Non si tratta solo di “fare le gare”, ma di governare processi complessi con obiettivi misurabili, tempi certi e vincoli europei stringenti.

Nel suo lavoro appenna pubblicato da Key editore lei parla di una “crisi della codificazione”. Cosa intende?

La codificazione tradizionale, quella che pretendeva di offrire un sistema stabile e autosufficiente di regole, è entrata in crisi già da tempo. Oggi convivono norme codicistiche, discipline derogatorie, interventi emergenziali e strumenti di soft law. Questa stratificazione ha prodotto un effetto paradossale: da un lato, si invoca la semplificazione; dall’altro, si moltiplicano i livelli normativi. Il PNRR ha reso strutturale questa logica della deroga, trasformandola da eccezione a modalità ordinaria di regolazione.

Il PNRR ha inciso solo sui tempi e sulle procedure o anche sulla funzione degli appalti pubblici?

Ha inciso profondamente sulla funzione. Gli appalti non sono più soltanto strumenti di acquisizione di beni e servizi, ma diventano leve di politica pubblica. Attraverso il procurement si orientano investimenti, si perseguono obiettivi ambientali, si promuovono inclusione sociale e innovazione tecnologica. Questo cambia radicalmente il ruolo dell’amministrazione, che non è più un semplice “acquirente”, ma un soggetto che governa la domanda pubblica in funzione di obiettivi strategici.

Uno dei temi centrali della sua ricerca è il Green Public Procurement. Perché è così rilevante?

Perché rappresenta uno degli snodi fondamentali della trasformazione in atto. Il Green Public Procurement non è un’aggiunta accessoria, ma una tecnica di governo della spesa pubblica. Significa utilizzare il potere d’acquisto dello Stato per orientare il mercato verso modelli produttivi sostenibili, incidendo sulle scelte tecnologiche e organizzative delle imprese. In questo senso, il procurement diventa una vera e propria infrastruttura regolativa della transizione ecologica.

Ma questa evoluzione non rischia di entrare in tensione con i principi della concorrenza?

La tensione esiste, ed è fisiologica. Il punto è comprendere che la concorrenza non è mai neutra: ogni procedura selettiva implica una scelta di criteri che orientano il mercato. Il problema non è evitare la selezione, ma governarla in modo proporzionato, trasparente e coerente con l’oggetto del contratto. Il diritto europeo consente l’integrazione di obiettivi ambientali, purché siano rispettati i principi di parità di trattamento e proporzionalità. La vera sfida è trovare un equilibrio tra apertura del mercato e qualità delle prestazioni.

Nel suo intervento ha anche richiamato il tema della capacità amministrativa. È questo il vero nodo?

Sì, probabilmente è il nodo centrale. Possiamo avere le migliori norme del mondo, ma senza amministrazioni capaci di progettare, gestire e controllare i contratti, il sistema non funziona. Il rischio, soprattutto nel modello introdotto dal Codice del 2016, è stato quello di sostituire la fiducia nella competenza amministrativa con un eccesso di regole, controlli e vincoli. Oggi il nuovo Codice prova a invertire questa logica, ma il risultato dipenderà molto dalla qualità delle amministrazioni.

Guardando al futuro: quali sono le principali sfide per il sistema degli appalti pubblici?

Direi tre. La prima è governare la digitalizzazione senza trasformarla in automatismo decisionale. La seconda è rendere effettiva la sostenibilità, evitando che si riduca a un adempimento formale. La terza è ricostruire un equilibrio tra regole e discrezionalità, tra controllo e responsabilità. In definitiva, il diritto dei contratti pubblici è sempre più un diritto “di confine”, in cui si incontrano economia, tecnologia e politiche pubbliche. Ed è proprio in questo spazio che si gioca la qualità dell’azione amministrativa nei prossimi anni.

Marco Amadori, com.unica 28 marzo 2026

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