In occasione della Conferenza internazionale del Kuwait per la ricostruzione dell’Iraq (12-14 febbraio), l’UNICEF e l’UN-Habitat presentano la ricerca “Committing to Change – Securing the Future”, chiedendo investimenti per ripristinare le infrastrutture e i servizi di base per bambini e famiglie in Iraq.
Alcuni dati della ricerca che l’UNICEF denuncia: 1 bambino su 4 è povero; dal 2014 verificati 150 attacchi alle strutture educative e 50 attacchi ai centri sanitari e al personale sanitario; nella città di Mosul, oltre 21.400 case sono state danneggiate o distrutte; la metà di tutte le scuole irachene avrebbe bisogno di riparazioni e più di 3 milioni di bambini hanno subito un’interruzione nel percorso scolastico; il 35% dei bambini non completa la scuola primaria; circa 1 milione di bambini hanno bisogno di supporto psicosociale; 2.260 sono detenuti in Iraq, metà di quali sono sospettati di essere stati utilizzati come bambini soldato; il 90% dei bambini a Mosul sono ancora traumatizzati a causa della morte di persone a loro vicini”.
La violenza può essersi attenuata in Iraq, ma ha sconvolto la vita di milioni di persone in tutto il paese, lasciando un bambino su quattro in povertà e spingendo le famiglie a misure estreme per sopravvivere.
Secondo l’analisi di UNICEF e UN-Habitat “Committing to Change – Securing the Future” senza investimenti per ripristinare le infrastrutture di base e i servizi per l’infanzia, i risultati duramente ottenuti per porre fine al conflitto in Iraq sono a rischio.
Il conflitto ha trasformato le grandi città irachene in zone di guerra con gravi danni alle infrastrutture civili tra cui case, scuole, ospedali e spazi ricreativi. Dal 2014, le Nazioni Unite hanno verificato 150 attacchi alle strutture scolastiche e 50 attacchi ai centri sanitari e al personale sanitario. La metà di tutte le scuole irachene avrebbe bisogno di riparazioni e più di 3 milioni di bambini hanno subito un’interruzione nel percorso scolastico.
“I bambini sono il futuro dell’Iraq”, ha dichiarato Geert Cappelaere, direttore regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa. “La Conferenza del Kuwait per l’Iraq di questa settimana è un’opportunità per i leader mondiali di dimostrare che siamo disposti a investire nei bambini e, investendo nei bambini, che siamo disposti a investire nella ricostruzione di un Iraq stabile”.
Quando le famiglie sfollate ritornano, in molte ritengono che le loro case necessitino di importanti riparazioni. Nella città di Mosul oltre 21.400 case sono state danneggiate o distrutte. Le famiglie più povere non hanno altra scelta che vivere nelle rovine delle loro case, in condizioni potenzialmente pericolose per i bambini. Alcuni hanno tolto i loro figli dalla scuola e li hanno mandati a lavorare. Molti bambini sono stati costretti a combattere la guerra degli adulti.
Zena Ali Ahmad, direttore UN-Habitat per la Regione Araba, ha dichiarato che “i bambini sono i più duramente colpiti in tempi di conflitto, il recupero urbano e la ricostruzione in Iraq dovrebbero essere prioritari, adeguatamente sostenuti e rapidamente attuati, con particolare attenzione alle persone vulnerabili, compresi i bambini”.
In occasione della Conferenza del Kuwait per la ricostruzione in Iraq, che si terrà da oggi al 14 febbraio, l’UNICEF e l’UN-Habitat lanciano un appello per un forte impegno per il ripristino delle infrastrutture e dei servizi di base per i bambini, compresi l’istruzione, il sostegno psico-sociale, la sanità e l’acqua, i servizi igienico-sanitari e la casa. 

(aise/Unicef, 14 febbraio 2018) 

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