Benjamin Netanyahu come una guida che procede ad occhi chiusi, portando con sé la società israeliana, rinchiusa in un labirinto di pericoli concreti e paure. È questa la rappresentazione del Premier israeliano che emerge dalle parole dello scrittore David Grossman, nell’analizzare le ultime uscite di Netanyahu – la polemica sulle affermazioni riguardanti Hitler e il Muftì su tutte – in un testo che appare oggi su ‘La Repubblica’.

“Già da molti anni, dall’inizio del suo percorso verso la carica di primo ministro, Netanyahu eccelle nel mescolare e rimestare i pericoli veri che Israele si trova ad affrontare con gli echi del trauma della Shoah”, sostiene lo scrittore e dall’altra parte per gli israeliani “è molto difficile fare una distinzione razionale fra i pericoli concreti e gli echi del passato che ci rimbombano nelle orecchie. Ci arrendiamo a tali paure con facilità, alle volte persino con entusiasmo”.

(com.unica, 26 ottobre 2015)

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