La polizia israeliana ha posizionato nelle scorse una barriera di cemento tra il quartiere arabo di Jabal Mukaber e quello ebraico di Armon Hanatziv, a Gerusalemme. Un provvedimento temporaneo, spiegano le autorità, per isolare la zona da cui provengono la maggior parte dei terroristi che hanno colpito civili e soldati israeliani nell’escalation di violenza delle ultime settimane.

Da Jabal Mukaber “sono passati almeno quattro terroristi che hanno causato due morti e 16 feriti”, da qui la decisione di creare blocco di polizia temporaneo: una linea di demarcazione virtuale che “si estende per circa 12 chilometri, dal quartiere di Beit Hanina nel nord, costeggia i bordi della Città Vecchia e arriva a Jabal Mukaber nel sud”.

Mentre a Gerusalemme i controlli sono sempre più stretti, ad essere colpita è stata ieri sera la città di Beersheva nel sud di Israele. Un terrorista è entrato nella stazione centrale e ha accoltellato un soldato, riuscendo a sottrargli il fucile automatico che ha poi puntato contro la folla. Due vittime e undici feriti, il drammatico bilancio dell’attentato a cui si aggiunge l’uccisione del terrorista. Tra le vittime, un ragazzo eritreo scambiato inizialmente per un terrorista.

(com.unica, 19 ottobre 2015)

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