“L’ipotesi di raid dei cacciabombardieri italiani, finora utilizzati solo a fini di ricognizione, contro l’Isis in Iraq sarà valutata “in ordine alla situazione operativa sul campo, alle richieste della coalizione internazionale e alle necessità del governo iracheno”. Lo ha annunciato ieri sera, al termine di una seduta congiunta a Palazzo Madama delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, il ministro della Difesa Roberta Pinotti.

La decisione finale, ha però sottolineato, dovrà passare prima al vaglio del Parlamento. A tal proposito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dichiarato che contro la minaccia del terrorismo fondamentalista “occorre una collaborazione internazionale con strategie e azioni comuni”.

Nel frattempo sale la tensione tra Mosca e la Nato, il cui segretario generale Jens Stoltenberg ha ribadito che i raid russi in Siria “non stanno colpendo lo Stato Islamico ma oppositori e civili”. Non sono distesi neanche i rapporti del Cremlino con la Turchia, dopo lo sconfinamento di alcuni jet russi nello spazio aereo turco, mentre dagli Stati Uniti il segretario alla Difesa Ash Carter ha sottolineato la necessità che la Russia “prenda immediatamente contatto” con il Pentagono per avviare nuovi colloqui sulle attività in Siria.

Una situazione delicata che preoccupa il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, il quale davanti alla plenaria di Strasburgo ha parlato di un dramma che “potrebbe evolvere in un conflitto di portata mondiale”.

(com.unica, 7 ottobre 2015)

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