Una serie macraba di orrori che non accenna a finire: questa volta la vittima dell’Isis è un anziano archeologo di fama internazionale, Khaled Asaad. Lo studioso è stato ucciso a coltellate nel corso di una manifestazione pubblica in una piazza davanti a una decina di persone, quindi decapitato e appeso ad una colonna romana nella zona archeologica dell’antica Palmira. Asaad in passato aveva ricoperto l’incarico per 40 anni (fino al 2003) di direttore delle antichità del sito archeologico e collaborato a importanti missioni internazionali.

I miliziani dell’Isis avevano tratto in arresto Al Asaad circa un mese fa per poterlo interrogare nella speranza di ottenere da lui informazioni preziose su dove si trovassero i reperti romani del sito messi al sicuro prima dell’occupazione dello Stato islamico, avvenuta lo scorso mese di maggio.

La notizia della tragedia è stata data oggi all’agenzia governativa Sana dal professor Maamoun Abdulkarim, direttore delle Antichità e dei Musei siriani. “La costante presenza di questi criminali nella città è una vergogna e un cattivo presagio per ogni colonna e per ogni frammento archeologico lì preservato” – ha detto Abdulkarim . “Palmira – ha aggiunto il professore – rappresenta uno dei principali siti archeologici nel Medio Oriente. I jihadisti dell’Isis hanno già distrutto diversi insediamenti storici nel territorio da loro controllato. L’Unesco ha detto che l’eventuale distruzione della città sarebbe ‘una perdita enorme per l’umanità’.”

(com.unica/19 agosto 2015)

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