Il regista riceverà il prestigioso riconoscimento dalle mani di Vittorio Sgarbi. Appuntamento il 19 settembre 2026, a partire dalle ore 19:30

Il grande cinema italiano arriva a Castellabate e, questa volta, ha il volto e le storie di Matteo Garrone. Sarà il regista romano, tra gli autori più riconosciuti e originali del cinema contemporaneo, a ricevere il Premio Pio Alferano 2026 dalle mani del direttore artistico Vittorio Sgarbi, che torna a Castellabate dopo un anno di assenza. È anche il segnale di un nuovo corso per il Premio, promosso dalla Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito, presieduta da Santino Carta: dal 2026 un solo protagonista al centro della scena e, attorno a lui, un vero spazio di confronto e approfondimento culturale.

L’appuntamento è per le 19:30 di sabato 19 settembre, sul palco del Belvedere antistante il Castello dell’Abate. A condurre la serata sarà Greta Mauro, giornalista che da molti anni accompagna il Premio e ne è ormai la madrina. Sarà lei ad accogliere gli ospiti e ad accompagnare il pubblico dentro il percorso artistico e umano di Garrone, attraverso una serie di conversazioni che avranno il regista come punto di riferimento.

Ad aprire il racconto sarà il critico cinematografico Fabio Canessa, chiamato a ripercorrere la carriera di Garrone attraverso immagini tratte da alcune delle sue opere più significative. Ma il viaggio nel suo cinema prenderà forma soprattutto attraverso le testimonianze e il confronto diretto con alcuni degli attori che hanno dato volto ai suoi personaggi. Sul palco si intrecceranno così ricordi, aneddoti e riflessioni legati a film come L’imbalsamatore, Primo amore, Gomorra, Reality, Dogman, Pinocchio e Io Capitano.

Un’altra prospettiva arriverà da Il racconto dei racconti, il film visionario ispirato all’opera di Giambattista Basile. A leggerne il mondo fiabesco e fantastico sarà lo scrittore Marcello Veneziani, che proporrà testimonianze e punti di vista sulla pellicola e, più in generale, sulla ricerca artistica di Garrone, capace di muoversi continuamente tra realtà e immaginazione.

Il percorso proseguirà con altre testimonianze affidate agli attori Claudio Botosso ed Eleonora Ivone. Saranno le loro voci a riportare sul terreno dell’esperienza diretta il mondo raccontato dal regista, dentro quella particolare logica narrativa che ha fatto del suo cinema uno degli sguardi più riconoscibili del panorama italiano.

A chiudere la serata sarà la musica, con un viaggio nella grande tradizione partenopea. Sul palco arriveranno Peppe Servillo, storica voce degli Avion Travel, e i Solis String Quartet, prestigioso quartetto d’archi campano composto da Vincenzo Di Donna, Luigi De Maio, Gerardo Morrone e Antonio Di Francia. Il loro repertorio, dedicato ai capolavori della canzone classica napoletana, unirà la voce recitante di Servillo alla maestria degli archi, in uno spettacolo costruito sulla teatralità e sull’incontro tra parola e musica.

La scelta di Garrone, spiegano Vittorio Sgarbi e il presidente Santino Carta, condivisa da tutti i consiglieri della Fondazione, nasce dalla volontà di riconoscere un autore che ha saputo raccontare l’uomo e la società nelle loro contraddizioni, con una cifra personale e immediatamente riconoscibile. «Matteo Garrone ha saputo raccontare con straordinaria sensibilità e originalità l’uomo, la società e le loro contraddizioni», sottolineano Sgarbi e Carta. Nel suo cinema, aggiungono, «il realismo si intreccia con la fiaba, il quotidiano con l’immaginario e la durezza della realtà con la forza della visione». Un percorso premiato nei principali festival internazionali e capace di dare nuovo prestigio al cinema italiano nel mondo. Il Premio vuole così celebrare non soltanto la carriera del regista, ma la costruzione, film dopo film, di un universo cinematografico originale, nel quale storie profondamente radicate nella realtà assumono una dimensione universale.

È una scelta che segna anche un cambiamento nella storia del Premio Pio Alferano. Negli anni Castellabate ha ospitato alcune tra le personalità più autorevoli della cultura, dell’arte contemporanea, del cinema e dell’informazione. Dal 2026, però, la formula cambia: non più una pluralità di premiati nella stessa edizione, ma un unico protagonista, attorno al quale costruire una serata di approfondimento e di confronto.

Come da tradizione, il riconoscimento è una preziosa scultura in ceramica del Maestro Livio Scarpella. Quest’anno Vittorio Sgarbi consegnerà a Garrone la cornucopia Jobel. Il nome dell’opera, di derivazione ebraica, richiama il corno d’ariete il cui suono annunciava l’apertura del Giubileo e porta con sé un significato legato alla rinascita, alla riconciliazione e a un nuovo inizio.

La serata dedicata a settembre 2026Garrone si inserisce infine nel più ampio programma culturale della Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito. Fino al 30 ottobre, nelle sale del Castello dell’Abate, resteranno aperte le quattro mostre inaugurate a giugno e riunite sotto il concept espositivo Theatrum Mundi, con opere di Antonella Cappuccio, Felipe Cardeña, Tommaso Ottieri e Livio Scarpella.

com.unica, 12 settembre 2026

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