Al vertice tra il presidente francese Macron, il premier spagnolo Rajoy, la cancelliera tedesca Merkel e il presidente del Consiglio Gentiloni, allargato ai premier di Nigeria, Libia e Ciad, si è raggiunto un sostanziale accordo sulla necessità di una maggiore cooperazione tra le forze europee, con la revisione del trattato di Dublino, e di ampliare il coinvolgimento da parte dei Paesi africani, con la creazione di hotspot in loco, gestiti da militari, per identificare profughi e migranti economici (PoliticoEu).

Passa quindi un modello simile a quello già attuato in Turchia: pagare il Paese d’origine perché controlli i flussi, come auspicato anche dal presidente del parlamento europea Antonio Tajani. Ma in Africa nessuno può vantare un controllo capillare come quello di Erdogan, osserva Il Foglio. Macron ha annunciato un nuovo vertice sul tema tra fine ottobre e inizio novembre in Spagna.

Passando al fronte interno, il ministro Minniti incontra oggi i rappresentanti dell’Anci, nel primo di una serie di tavoli tecnici finalizzati alla stesura di linee guida per prefetture e questure (TgCom). L’idea è di non effettuare nuovi sgomberi se prima non si trova una sistemazione alternativa ai profughi, per evitare episodi come quello di piazza Indipendenza a Roma. “Servono più fondi e un piano casa nazionale”, ha dichiarato il rappresentante dei sindaci Antonio Decaro. Dopodomani Minniti dovrebbe invece avere un faccia a faccia con il sindaco Virginia Raggi.

(com.unica, 29 agosto 2017)

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