Diversi Paesi e centinaia di aziende sono state colpite da un attacco informatico su larga scala: un virus di nome NotPetya che blocca i computer chiedendo un riscatto di 300 dollari per “liberarli”. Il contagio si è diffuso soprattutto in Ucraina, dove ha mandato in tilt anche i sistemi di controllo della centrale di Chernobyl. Ma ha toccato anche i Pc di società americane, inglesi, francesi e italiane (Ft). Il modello di attacco è simile a WannaCry, il virus che il mese scorso ha infettato oltre 230mila Pc, ma la struttura del nuovo ransomware è diversa, diffonde tramite la posta elettronica ed usa lo strumento dell’Nsa (Eternalblue) per propagarsi nelle reti aziendali. Questa “infezione” avrebbe colpito fino ad ora circa 2mila obiettivi.

Sulla tipologia di virus però i giudizi degli esperti restano divisi. Così come sulla sua provenienza. Trovare il mandante è il vero punto debole delle nostre strategie di difesa scrive il Sole24Ore. Costin Raiu, Director, Global Research & Analysis Team di Kaspersky Lab ha battezzato il ransomware protagonista di questa nuovo attacco informatico su scala mondiale NotPetya. Come dire non sappiamo cosa è ma non di certo non è Petya. «I risultati preliminari – scrive l’azienda di sicurezza informatica russa – suggeriscono che non sia una variante del ransomware Petya al contrario di quanto pubblicamente riportato, ma un nuovo ransomware che non è mai stato visto prima. Ecco perché l’abbiamo chiamato NotPetya». Come nel caso di Wannacry, ci vorrà tempo per capire come si è diffuso, in quanti hanno pagato e quanti computer ha colpito.

Intanto ieri l’Antitrust europeo ha multato Google per 2,42 miliardi con l’accusa di aver abusato della posizione dominante nella ricerca online. La società avrebbe dato un “vantaggio illegale” a Shopping, il suo servizio di comparazione prezzi, retrocedendo nei risultati le piattaforme concorrenti (Ap). La Ue ha dato 90 giorni a Google per cessare le pratiche, pena ulteriori sanzioni. La società americana sembra intenzionata a fare ricorso, ma nel frattempo dovrà pagare. E potrebbe fronteggiare una serie di cause civili da parte dei rivali (Ft). 

(com.unica, 28 giugno 2017)

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