Il presidente francese François Hollande ha incontrato oggi all’Eliseo il nostro premier Matteo Renzi per fare il punto sulla strategia da adottare contro l’Isis. L’incontro fa seguito a quelli che lo stesso Hollande ha avuto nei giorni scorsi con Barack Obama e Angela Merkel, e in mattinata con Vladimir Putin. Al termine della visita di Stato, Renzi ha dichiarato che “c’è la necessità di uno sforzo sempre più inclusivo, di una coalizione sempre più ampia per arrivare alla distruzione dell’Isis e del suo disegno atroce e allucinante”.

Il presidente del Consiglio ha inoltre garantito che in campo militare l’impegno “è anche con la Francia, come in Libano, ma anche in tutti i settori contro lo Stato islamico, in Iraq e in Siria, ma anche in Kosovo e in Africa”. Sia Renzi sia Hollande hanno sottolineato la necessità che al vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea e della Turchia di domenica prossima a Bruxelles si arrivi a “un accordo globale” sulla crisi dei rifugiati.

Il presidente del Consiglio è poi intervenuto all’Università Sorbona di Parigi, dove lavorava Valeria Solesin, la giovane ricercatrice veneziana uccisa nell’attentato del 13 novembre al Bataclan. “Bisogna fare capire a coloro che sono affascinati dall’ideologia terrorista – ha detto Renzi – che non c’è appoggio possibile, nessuna complicità, nessuna solidarietà. È per questo motivo che è necessaria la reazione delle comunità islamiche europee agli eventi di Parigi, con una condanna senza ambiguità degli attentati. La lotta al terrorismo non ammette defezioni”.

(com.unica, 26 novembre 2015)

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