Oggi è il giorno dell’atteso incontro alla Casa Bianca tra il Premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Barack Obama. Sul tavolo aperture ai palestinesi e accordi militari tra i due paesi.

“Sulla carta – scrive il giornalista Maurizio Molinari dalle colonne de ‘La Stampa’ – entrambi vogliono lasciarsi alle spalle l’aspro disaccordo sul nucleare iraniano”, e da una parte Netanyahu chiederà un nuovo pacchetto di aiuti militari per Israele richiesta,  secondo alcuni osservatori, come compensazione all’accordo nucleare iraniano, che il capo del governo di Gerusalemme considera una pericolo per la sicurezza d’Israele), dall’altra un progetto per la costruzione di infrastrutture in Cisgiordania.

Obama, invece, vorrebbe un congelamento totale degli insediamenti, spiega Molinari che ricorda come a segnare la vigilia dell’incontro tra i due leader c’è l’incidente che ha coinvolto Ran Baratz, il nuovo portavoce del premier che ha definito “antisemita” il presidente Usa: “Netanyahu ‘ripenserà’ la nomina ma il caso Baratz tiene banco perché il vicepresidente Usa Joe Biden si dice contro ‘le nomine di funzionari che offendono i leader americani’”.

(com.unica, 9 novembre 2015)

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