Lorenzo, con la sesta vittoria stagionale, ha ottenuto il suo terzo titolo MotoGp, dopo quelli del 2010 e del 2012, sempre su Yamaha. Per Rossi  è sfumato il settimo titolo della classe regina. La rimonta di Valentino Rossi non  è riuscita e Jorge Lorenzo si è  laureato campione del mondo nella classe MotoGp. Sul circuito di Valencia, il pilota pesarese della Yamaha, partito dall’ultima fila, ha chiuso la gara  al  quarto posto. Lorenzo, suo compagno di squadra, partito in testa, ha tagliato per primo il traguardo, incamerando i 25 punti che gli hanno permesso di colmare il divario di 7 che lo separava dal rivale. Rossi ne  ha ottenuti 13 ma non è servito a niente. La classifica parla chiaro: Lorenzo 330, Vale 325. È stato l’epilogo di una stagione motociclistica emozionante, combattuta non solo in pista. Il ‘Dottore’ ha guidato lungamente la classifica iridata, per farsi superare all’ultima curva. La rivalità tra i due piloti della casa giapponese si è arricchita dell’episodio del Gp di Malesia, che vale la pena ricordare.

Sulla pista di Sepang, Rossi  è venuto a contatto con il campione mondiale in carica, lo spagnolo Marc Marquez (Honda), che finisce a terra. La direzione di corsa  ha punito Valentino, costringendolo a partire dall’ultima posizione nel Gp che ha chiuso il mondiale. A nulla è valso il ricorso del pilota di Tavullia al Tribunale arbitrale dello sport di Losanna.  Sul circuito “Ricardo Tormo”, si è  visto subito Lorenzo gran protagonista, che si aggiudica la pole position, mentre Rossi addirittura cade in prova.

Oggi a Valencia la gara è vissuta sdoppiata: da una parte Lorenzo, in testa dall’inizio alla fine, dall’altra la rimonta di Rossi, confinato alla nona fila. Al via, Marquez ha scavalcato l’altra Honda di Dani Pedrosa e si è  messo all’inseguimento di Lorenzo. Andrea Iannone è caduto al 3° giro e ha compromesso la sua Ducati. Lo show del ‘Dottore’ è  stato entusiasmante, fino a raggiungere la 4° posizione. I tre davanti però sono stati irraggiungibili  e il “biscottato Rossi, ha dovuto lasciare  a malincuore ed amareggiato la corona al compagno di scuderia.

(com.unica, 8 novembre 2015)

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