La poetessa di Aprilia premiata alla 49ª edizione di uno dei più antichi e prestigiosi premi di poesia italiani con la silloge edita da Croce, già candidata allo Strega Poesia 2026

È un riconoscimento che arriva al culmine di oltre un decennio di lavoro ostinato e coerente sulla parola. La poetessa Antonella Rizzo ha vinto il Premio Nazionale Minturnae “Ornella Valerio” con la silloge “Interno Barocco. Poetica del disinganno” (Edizione Croce 2026, Collana di poesia diretta da Antonio Veneziani).

Un premio storico, nato in un pomeriggio dei primi di dicembre del 1972 dall’idea di intitolare il concorso MINTURNAE al sito archeologico sul Garigliano, che nella sua 49ª edizione è presieduto dal Prof. Michele Graziosetto Presidente Università del Golfo, Centro Studi Minturnae.

Tra i suoi giurati storici nomi come Giorgio Caproni ed Elio Filippo Accrocca, che del Minturnae scrisse: “si distingue per la volontà di resistere ad ogni difficoltà”.

Una voce di Aprilia con radici arbëreshe
Antonella Rizzo, all’anagrafe Antonia, è nata a Roma il 17 gennaio 1967 da genitori calabresi di origine arbëreshe. Vive ad Aprilia in provincia di Latina, è laureata in Scienze Pedagogiche e in Linguistica italiana, è docente, poetessa, scrittrice, performer, giornalista, attiva nella promozione dell’intercultura e della letteratura di genere.

Il suo percorso editoriale inizia nel 2012 e non si è mai interrotto.

Ha pubblicato:
Il sonno di Salomè (Tracce, 2012),

Confessioni di una giovane eretica (Lepisma, 2013, silloge vincitrice del Premio 13, prefazione di Rocco Paternostro),

Cleopatra. Divina Donna d’Inferno (Fusibilia Libri, 2014), Iratae (2015, con Maria Carla Trapani, poema poetico teatrale),

Plethora (Nuove Edizioni Aldine, 2016), A dimora le rose.

Storie di donne infedeli al destino (Edizioni Croce, 2018),

A quelli che non sanno che esiste il vortice (Lavinia Dickinson, 2019),

Il fazzoletto di stoffa (Kinetès, 2021) e

Romanesque (2022).

È una carriera costellata di riconoscimenti, dal Premio 13 in collaborazione con le Università di Roma 1° Sez. Silloge inedita con pubblicazione all’Histonium, al Cingari e di un lavoro di curatela instancabile: è ideatrice e responsabile del Premio letterario Internazionale “Antica Pyrgos” con la collaborazione del poeta Antonio Veneziani, presidente dell’Associazione Eudemonia APS, direttrice di collane di poesia per Fusibilia e Kinetès.

Le sue poesie sono state tradotte in albanese, arabo, inglese, polacco, rumeno.
Il libro premiato: il disinganno come liberazione
“Interno Barocco” non è una raccolta di consolazione.

Come ha scritto il critico Marco Fioramanti su About Art, è un viaggio lirico e drammatico, un errabondare poetico interiore e solitario.

Antonio Veneziani, che ne dirige la collana, l’ha definita una “voce inconfondibile, potente e leggerissima, la Rizzo insegna la parola significante”.

La chiave è tutta nel sottotitolo. Ma è il sottotitolo: Poetica del disinganno che chiarisce e scardina ogni dubbio: non rassegnazione, ma presa di coscienza. Come spiega la stessa Rizzo: “Soprattutto una rivelazione, un modo di essere intellettualmente corretti e coerenti con la propria cifra letteraria e umana.
Vuole indicare una strada che non percorre il politicamente corretto e soprattutto il sentimentalismo”.

Sessanta liriche in chiaroscuro, dove il barocco, artificioso, ridondante, contraddittorio, viene smascherato.
Il dolore diventa paesaggio, la forma resiste come atto politico.

Un premio che è anche un riconoscimento al territorio.

Vincere il Minturnae, per una poetessa che vive e lavora ad Aprilia e che da anni porta la poesia fuori dalle accademie, nelle scuole di periferia, nei centri interculturali, nei festival come “Antica Pyrgos”, significa portare al centro nazionale una periferia che da sempre produce cultura.

Dalla città di Provincia a Londra: Poetry in Motion

A confermare la dimensione internazionale del suo lavoro è la recente partecipazione di Antonella Rizzo al progetto Poetry in Motion, Voice Portraits, ideato da Giovanna Iorio, che ha portato la poesia italiana contemporanea sui billboard di Londra.

Il progetto trasforma i cartelloni pubblicitari in spazi espositivi poetici: i Voice Portraits sono spettrogrammi, traduzioni visive della voce generate dal suono reale della poesia letta dall’autore. Frequenze, intensità e ritmo diventano segni visivi. Non un volto, ma l’identità sonora della poesia resa visibile.

La tappa del 6 settembre 2026 a Kensington (Corner of Ashburn Pl, Cromwell Rd, London SW7 4LL, dedicata alla memoria del poeta Gabriele Galloni (1995-2020) ha goduto del patrocinio non oneroso della Fondazione Alfonso Gatto.

Rizzo è tra le autrici invitate insieme a Monia Gaita, Antonietta Gnerre, Mariapia Quintavalla, Irene Sabetta, Angela Schiavone, Silvia Stucky, Federico Zenoni, Annalisa Lucini e Giovanna Iorio.

Un progetto nato, come recita il comunicato, “con l’obiettivo di riportare la poesia al centro dello spazio pubblico”, dalla strada alla metropolitana, di cui la foto che accompagna questo articolo, con Antonella davanti al suo billboard londinese, è testimonianza diretta.

Un interno barocco, finalmente, che si apre.

com.unica 19 settembre 2026

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