A Barcellona sono scese in piazza centinaia di migliaia di persone nello sciopero indetto dai sindacati Cgt, Iac e Cos per protestare contro le violenze della polizia spagnola durante il referendum di domenica (Repubblica).

In serata ha parlato eccezionalmente Re Felipe VI, accusando le autorità catalane di “slealtà inaccettabile” e garantendo il massimo impegno per l’unità della Spagna. Il sovrano ha ribadito il potere dello Stato nel mantenere l’ordine costituzionale. Il re ha sposato quindi in pieno le posizioni del premier Mariano Rajoy e la sua linea di inflessibile difesa della Legge. Felipe VI ha accusato il governo secessionista di Barcellona di aver «violato in maniera sistematica le regole democratiche, mostrando una slealtà inammissibile, calpestando tutte le norme nazionali e dello stesso Statuto catalano». «C’è stato un inaccettabile tentativo di appropriarsi delle istituzioni storiche della Catalogna». «Il diritto e la democrazia sono stati messi ai margini» (Corriere)

Il sindaco di Barcellona Ada Colau ha definito il discorso “irresponsabile e indegno di un capo di stato”. “Nessuna soluzione. Nessun accenno ai feriti. Nessun appello al dialogo. Un discorso irresponsabile, ha reagito su twitter, e indegno di un capo di stato”.

(com.unica, 4 ottobre 2017)

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