[ACCADDE OGGI]

Di’, puoi vedere alle prime luci dell’alba ciò che abbiamo salutato fieri all’ultimo raggio del crepuscolo? Le cui larghe strisce e brillanti stelle, nella battaglia pericolosa, sui bastioni che sorvegliavamo, sventolavano valorosamente? E il bagliore rosso dei razzi e le bombe che esplodevano in aria hanno dato prova, nella notte, che il nostro stendardo era ancora là. Di’ dunque, sventola ancora la nostra bandiera adorna di stelle sulla terra dei liberi e la patria dei coraggiosi?” Sono i versi iniziali, tradotti in Italiano, di ‘The Star-Spangled Banner’, la bandiera adorna di stelle, l’inno nazionale degli Stati Uniti d’America che questa mattina orgogliosamente ogni americano canta portandosi la mano destra sul cuore. È “The Independence Day” il 4 luglio, la più grande festa nazionale degli States.

Il ricordo è rivolto a quel 4 luglio 1776 quando i rappresentanti delle tredici colonie inglesi del nuovo mondo, New Hampshire, Massachussetts, Rhode Island, Connecticut, New Jersey, New York, Pennsylvania, Maryland, Delaware, Carolina del Nord e del Sud, Virginia e Georgia, accettarono unanimemente l’atto stilato da John Adams del Massachusetts, Benjamin Franklin della Pennsylvania, Thomas Jefferson della Virginia, Robert R. Livingston di New York e Roger Sherman del Connecticut, atto che proclamava l’indipendenza dalla Gran Bretagna. Ebbe così inizio uno sanguinosa guerra che terminò solo sette anni dopo con il Trattato di Parigi quando gli inglesi riconoscendo la sconfitta concessero l’indipendenza dando vita agli Stati Uniti d’America.

Certo che gli americani di oggi, mentre scendono per strada a cantare il loro inno per poi riunirsi a sera intorno agli enormi barbecue e guardare il cielo che si illumina di pittoreschi fuochi di artificio, hanno mille e mille altri motivi, oltre quel lontanissimo ricordo, per inorgoglirsi e impettirsi guardando la loro bandiera garrire al vento: non hanno mai perso una guerra, hanno cancellato gli antichi equilibri su cui per millenni si è retto il mondo, hanno imposto all’intero pianeta la loro dottrina del “sogno americano” secondo il quale tutti possono gareggiare per affermarsi se però hanno il mezzo per farlo, e il mezzo è il dollaro che è il dio che governa su tutto e tutti.

In ogni caso, auguri America, Buon 4 luglio.

(Franco Seccia/com.unica 4 luglio 2017)

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