[ACCADDE OGGI]

Anche chi non segue il calcio e anche chi lo segue ma non tifa per la Roma, non può non ricordare quel giorno del 30 maggio 1994. Era un lunedì il giorno in cui anche la grande stampa non sportiva e anche se a campionato fermo dedica molto spazio alle cronache sportive e in particolare al calcio. Certo l’attenzione dei media era in gran parte rivolta alle vicende politiche con un Berlusconi proprietario di reti televisive e presidente del Milan che inaspettatamente aveva vinto le elezioni politiche diventando per la prima volta capo del governo e costringendo Achille Occhetto alle dimissioni da capo dell’ex PCI, con il pieno dei risvolti di tangentopoli e il seguitissimo processo Cusani, con le notizie da Palermo e l’incredibile accusa a Giulio Andreotti di essere un mafioso.

Ciononostante una notizia arrivò inaspettata, tragica e dal sapore amaro e beffardo. Proveniva da San Marco di Castellabate il bellissimo borgo marinaro del Cilento che tutta l’Italia conoscerà molti anni dopo grazie al film campione di incasso “Benvenuti al Sud”. Le redazioni dei giornali furono costrette a rivedere la griglia per l’impostazione delle edizioni successive e la radio e la televisione si apprestarono a cambiare la scaletta delle prime notizie: Agostino Di Bartolomei, Ago o Diba, il leggendario capitano della Roma si era tolto la vita sparandosi un colpo diritto al cuore.

Aveva solo 39 anni con alle spalle una carriera calcistica di grande e indiscutibile successo. Era stato una gloria della società giallorossa, il vincitore dello scudetto nella stagione calcistica 1982-1983 osannato dalla tifoseria per oltre dieci anni. Poi il tramonto dell’età che per lo sport è fatale ma mai smise di occuparsi di calcio, da opinionista, da allevatore e formatore di formazioni minori. Scelse di morire nello stesso giorno, il 30 maggio, in cui dieci anni prima aveva guidato la sua Roma nella sfortunata partita contro il Liverpool nella finale per la Coppa dei Campioni. Fu la sua ultima partita da protagonista con la maglia della lupa e esattamente dieci anni dopo decise tragicamente di giocare la sua ultima partita con la vita.

Freddo e inspiegabile il lancio dell’Ansa delle 10,52 di quel 30 maggio 1994 “Agostino Di Bartolomei, ex calciatore della Roma e del Milan, si è ucciso stamani sparandosi un colpo di pistola sul terrazzo della sua villa di San Marco di Castellabate, in provincia di Salerno, dove si era trasferito dopo aver concluso la sua attività̀ sportiva. Aveva trentanove anni.”. Mai conosceremo cosa passò nella mente di Agostino Di Bartolomei mentre sulla veranda della sua casa guardando l’incanto di quel mare fu travolto dalle onde della vita e spinse quel grilletto della sua Smith & Wesson. La mamma non volle credere al suicidio. Non ci volle credere la moglie e il suo mitico allenatore Nils Liedholm. Ma poi si trovò un biglietto su cui Agostino aveva scritto “mi sento chiuso in un buco…” . Il buco forse è quello delle porte chiuse quando finisce la gloria e il mondo si chiude.

(Franco Seccia/com.unica, 30 maggio 2017)

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