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“… Compiva sedici anni quel giorno la mia mamma, le strofe di taverna le cantò a ninna nanna! E stringendomi al petto che sapeva di mare giocava a far la donna con un bimbo da fasciare… .” Sono alcuni dei versi che la storica dell’arte Paola Pallottino scrisse insieme a Lucio Dalla per la canzone dal titolo 4/3/1943 che si classificò al 3° posto al Festival di Sanremo del 1971 per l’interpretazione dell’Equipe 84 e dello stesso Lucio Dalla.

Contrariamente a quanto tutti pensarono la canzone di autobiografico aveva solo la data del titolo coincidente con la data di nascita di Lucio Dalla,  il grande artista bolognese prematuramente scomparso il 1  marzo 2012 due giorni prima di compiere 69 anni. Il testo di 4/3/1943 fu ampiamente rimaneggiato dalla censura pena l’esclusione dalla gara canora sanremese per il suo contenuto ritenuto blasfemo. La narrazione del testo, infatti, si riferisce ad un bimbo nato durante l’occupazione americana dell’Italia meridionale (non a caso la copertina del disco, un singolo, recava l’immagine della città di Manfredonia dove nacque la mamma di Dalla). Il bimbo era il frutto dell’amore tra un marinaio che parlava una lingua diversa da quella della ragazza sedicenne rimasta incinta e costretta ad allevare una creatura senza padre cresciuta tra le taverne di un porto dove per tutti era come un “Gesù bambino”.

La canzone ebbe un successo straordinario travalicando le graduatorie sanremesi per affermarsi in tutto il mondo tradotta e interpretata da artisti di grande fama. Quella canzone “4/3/1943” legata alla data della nascita del grande Lucio, consacrò definitivamente Lucio Dalla nell’olimpo degli dei della canzone italiana.

(Franco Seccia/com.unica, 4 marzo 2017)

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