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Verdun, ossia “guerra totale”: “Se non avete visto Verdun, non avete visto la guerra”. A vederla, anzi a subirla furono gli oltre due milioni di uomini, giovani in divisa tedesca e francese che a partire dal 21 febbraio 1916 e per quasi un anno si fronteggiarono per quel lembo di terra sempre conteso tra l’impero centrale e la Francia. La battaglia di Verdun, la più sanguinosa battaglia nel 1° conflitto mondiale, è rimasta sacra nella memoria dello spirito nazionale francese. Una sacralità ravvivata dal rosso sangue di oltre un milione di uomini che persero la giovane vita lungo quegli 800 chilometri di trincea e di filo spinato dal canale della Manica alla Svizzera.

Fu in assoluto la più grande carneficina che la storia ricorda, in una guerra di logoramento in cui la fece da padrone l’artiglieria. Una guerra di massa sotto i micidiali colpi di cannone e con la baionetta in canna per respingere gli assalitori e per avanzare di qualche metro. Alla fine la ebbero vinta di poco i francesi, ma soprattutto quella tragedia segnò l’inizio della disfatta degli imperi centrali.

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A comandare i reparti francesi che inizialmente avevano sbandato fu chiamato il maresciallo Philippe Petain, che riuscì a respingere l’offensiva tedesca. Petain sarà l’eroe di Verdun e curiosamente sarà sempre lui, 25 anni dopo nel 1940, a firmare la resa della Francia alla Germania nel 2° conflitto mondiale. L’anziano maresciallo eroe di Francia guiderà il governo collaborazionista di Vichy e il ricordo di Verdun aleggerà nel corso del processo per tradimento che dovrà subire alla fine della guerra con la vittoria alleata. Si difenderà appellandosi alla giuria con queste parole: “…il popolo francese sa che io l’ho difeso come ho difeso Verdun. Signori giurati, la mia vita e la mia libertà sono nelle vostre mani, ma il mio onore, io lo affido alla Patria. Disponete di me secondo coscienza. La mia non ha nulla da rimproverarmi, poiché durante una vita già lunga, giunto alla mia età e alle soglie della morte, affermo che non ho altra ambizione, che quella di servire la Francia…”.

Ma il ricordo di Verdun e l’eco di quella carneficina non salverà l’89venne Petain dalla condanna a morte. Lo farà De Gaulle che commuterà la morte in condanna a vita ma non soddisferà la richiesta del vecchio eroe di essere sepolto nelsacrario dell’Ossario di Verdun.

(Franco Seccia, 21 febbraio 2017)

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