[ACCADDE OGGI]

Scorrendo il calendario ci si accorge che il giorno 4 novembre,  lo stesso giorno in cui Armando Diaz proclamò vittoriosamente che “…I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza”, dal che le celebrazioni italiane per ricordare prima la vittoria italiana nella grande guerra e successivamente la “giornata delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale”, quello stesso giorno, il 4 di novembre di cinquant’anni fa l’Italia fu invasa dalle acque a Firenze con lo straripamento dell’Arno e a Venezia dove la Laguna inghiottì la terra.

venezia

Si trattò del più grave disastro alluvionale dell’Europa meridionale nella storia recente. Le acque invasero la terra in larghissime zone del Nord-Est italiano e rileggendo le cifre si ha un quadro agghiacciante dei danni provocati: 87 morti censiti nelle province che da Bolzano passando per Trento, per Belluno, per Treviso, per Venezia, per Vicenza, per Udine, per Pordenone portano a Brescia. Gli sfollati in quegli stessi luoghi furono oltre 42.000 e le acque inondarono quasi 140 kmq di territorio delle pianure Padana e Veneta. A Venezia il 4 novembre 1966 l’acqua alta raggiunse il primato grazie a Dio mai più eguagliato di 194 cm.

Una storia particolare è quella che riguardò l’alluvione della Toscana e di Firenze, una storia che si intreccia con la consapevolezza della mancanza di una politica per la salvaguardia idrogeologica del territorio, e questo vale per ogni luogo, ma anche con la coscienza di una comunità nazionale che a fronte della inesistenza allora di una qualsivoglia organizzazione di protezione civile si mobilitò volontariamente per soccorrere la città scrigno di ogni capolavoro d’arte. Nacquero in quei giorni “gli angeli del fango” accorsi da ogni parte d’Italia per aiutare a ripulire una Firenze che si ritrovò un lago di quasi 40 kmq al posto del suo centro storico e con l’acqua dell’Arno che raggiunse un’altezza di 5 metri. Ma quegli angeli oggi settantenni nulla potettero fare per salvare la vita delle 35 persone annegate tra Firenze e il Grossetano e men che meno per riportare al loro splendore tanti tra i capolavori dell’immenso patrimonio artistico e culturale della città gigliata. Un disastro spaventoso a cui nemmeno i quasi 5miliardi di Euro incassati fino ad oggi dallo Stato con le accise sui carburanti sono serviti per porre rimedio.

(Franco Seccia, com.unica 4 novembre 2016)

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