In pochi minuti la foto di questo bambino di cinque anni è diventata virale sui social network di tutto il mondo fino a diventare un’immagine simbolo dell’orrore provocato dalla guerra che si combatte in Siria.

Il suo nome è Omran Daqneesh, 5 anni ed è uno dei cinque bimbi feriti in un raid aereo messo a segno ieri dall’aviazione dei governativi di Assad sostenuti dai russi. È seduto su un’ambulanza dopo essere stato estratto dalle macerie di un palazzo colpito da un bombardamento ad Aleppo, che guarda davanti a sé con occhi vitrei, il volto sporco di sangue, ricoperto dalla testa ai piedi di polvere. Un medico locale ha detto al quotidiano londinese “Telegraph” che Omran ha riportato una ferita alla testa, che è stata curata, ed è stato rimandato a casa. Insieme a lui sono rimasti feriti altri quattro bambini, una donna e due ragazzi.

La fotografia è uno screenshot da un video realizzato da Aleppo Media Center in cui appare in grande evidenza il dramma vissuto dalla popolazione di Aleppo, città divisa in due tra ribelli e governo e teatro di incessanti e feroci bombardamenti.

Proprio ieri a questo riguardo ha voluto lanciare l’allarme il segretario generale Onu Ban Ki-moon nell’ultimo rapporto al Consiglio di Sicurezza. Su Aleppo infatti incombe il rischio di una “catastrofe umanitaria senza precedenti”. Ban esorta pertanto Usa e Russia a raggiungere rapidamente un accordo per il cessate il fuoco e denuncia che per conquistare il territorio “vengono condotti attacchi indiscriminati nelle aree residenziali, anche attraverso l’uso di bombe a botte, nei quali rimangono uccisi centinaia di civili, tra cui decine di bambini”.

(com.unica, 18 agosto 2016)

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