In un’intervista rilasciata ieri a Rai News 24, il presidente turco Erdogan ha accusato l’Occidente di difendere i golpisti. Il “sultano” in particolare se l’è presa contro l’Alto rappresentante Ue per la politica Estera, Federica Mogherini, accusandola di non essersi recata nel suo Paese dopo l’accaduto (per la verità oggi arriverà ad Ankara il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland). Poi ha scagliato un violento attacco contro la magistratura italiana colpevole di indagare suo figlio Bilal per riciclaggio. “La vicenda dell’indagine su mio figlio a Bologna potrebbe mettere in difficoltà le nostre relazioni con l’Italia, che dovrebbe occuparsi piuttosto della mafia” ha detto Erdogan. Matteo Renzi ha respinto con durezza l’attacco con un tweet: “I giudici rispondono alle leggi e alla Costituzione italiana, non al presidente turco. Chiamiamo questo sistema “Stato di diritto” e ne siamo orgogliosi”. 

Erdogan ha anche annunciato che l’esercito, l’intelligence e altre istituzioni del Paese verranno riformate. E ha minacciato l’Europa di far saltare l’accordo sui migranti se non verrà introdotta la libera circolazione dei turchi. Sullo sfondo appare un clima che in tutto il paese è sempre più cupo. Sono scattati altri arresti, le autorità turche hanno spiccato mandati per un centinaio di persone tra cui medici che lavorano nel principale ospedale di Ankara, il Gulhane Military Medical Academy. La Federazione calcistica turca (Tff) ha annunciato di aver licenziato 94 persone, fra arbitri, guardalinee e dirigenti sospettati di essere coinvolti nel fallito golpe.

(com.unica, 3 agosto 2016)

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