Sul quotidiano “La Repubblica’ un’intervista allo scrittore israeliano Etgar Keret, che parla del suo rapporto con Tel Aviv, con Israele e con la scrittura. Quando scrivo fiction mi sento bene, come se galleggiassi nell’aria, quando mi chiedono un editoriale è invece come se dovessi andare a vuotare la spazzatura o a lavare i piatti”, afferma Keret che poi sottolinea la sua preoccupazione rispetto all’aggressività espressa sui social network ogni volta che esprime un’opinione sui giornali.

“Devo confessare che quando scrivo un editoriale ormai è come se già sapessi che mi prenderò un cazzotto in faccia. Perché sui social network ti attaccano in modo estremamente diretto, violento. Con minacce molto esplicite”, spiega l’autore parlando del contesto israeliano, in cui, ha l’impressione che siano aumentati “l’intolleranza e gli estremismi”.

Un’atmosfera che per Keret non coinvolge Tel Aviv. “Credo che abitare a Tel Aviv sia un privilegio, ma è come avere un biglietto di prima classe su un volo destinato a schiantarsi”.

(com.unica 27 settembre 2015)

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