Il 2025 si chiude per l’editoria di varia, ovvero saggistica e narrativa, con tre milioni in meno di libri a stampa comprati dagli italiani nei canali trade (librerie, online e grande distribuzione). Nei dodici mesi sono state acquistate infatti 99,5 milioni di copie, in flessione del 3% rispetto al 2024. A valore il calo è del 2,1%, con 32,6 milioni di euro di acquisti in meno, su 1.483,9 milioni di euro di acquisti complessivi.
In un anno di mercato in sofferenza aumentano però gli acquisti in digitale: gli e-book crescono del 2,4% fino a 87 milioni di euro di vendite, gli audiolibri del 13,3% sino a 34 milioni di euro di acquisti (abbonamenti). Se consideriamo anche il digitale, il mercato del libro di varia si attesta così a 1.604,9 milioni di euro, in flessione dell’1,6% rispetto l’anno precedente: ebook e audiolibri riescono così a ridurre le perdite del 2025.
L’analisi, basata su dati di NielsenIQ BookData, è stata presentata oggi, 30 gennaio, dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Innocenzo Cipolletta durante la giornata conclusiva del XLIII Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri di Venezia.
“Chiudiamo un anno difficile”, ha spiegato Cipolletta auspicando anche che il 2026 possa innescare “un cambio di direzione” grazie “alle misure di sostegno alla domanda: fondo biblioteche da 60 milioni, la Carta Cultura per le famiglie meno abbienti da 17 milioni e, con riferimento al 2027, il Bonus Valore Cultura per tutti i diplomati entro i 19 anni che va a sostituire Carta Cultura e Carta del Merito”.
I dati, per Cipolletta, “dicono che la spesa delle famiglie e la spesa per libri, al netto di periodi anomali come quello che va dal 2016 al 2025, tendono a seguire le stesse dinamiche. È quindi ragionevole immaginare che, sul medio periodo, la spesa per libri torni a crescere sulla scia della spesa generale delle famiglie”.
Diffuso il segno meno in gran parte dell’Europa. Il calo a copie comprate del mercato italiano (-3%) è coerente con le performance di gran parte degli altri Paesi europei. La Germania perde il 4,9%, i Paesi Bassi il 3%, Francia e Regno Unito il 2,5%, l’Irlanda lo 0,4%. La Spagna pareggia il risultato dell’anno precedente (più 0,2%), in controtendenza il Portogallo (più 7%).
La flessione del mercato è disomogenea rispetto alla dimensione degli editori: rispetto a un calo del mercato a copie del 3%, i gruppi perdono l’1,9%, gli editori oltre i cinque milioni di venduto fuori dai gruppi calano del 6%, quelli tra 1 e 5 milioni guadagnano l’1,2%, quelli fino a un milione di venduto calano del 6,2%.
Nei 12 mesi, le librerie online hanno perso il 3,9% delle vendite a valore, la grande distribuzione il 4,2%, le librerie fisiche (indipendenti e di catena) lo 0,7%. Tra le librerie fisiche, però, sono in maggiore sofferenza le librerie indipendenti che, a copie, perdono l’8,5% degli acquisti, pari a 1,3 milioni di copie.
A livello di generi, solo il settore bambini e ragazzi cresce a copie dello 0,3%. La narrativa straniera e i fumetti calano dello 0,8%, la narrativa italiana flette dell’1,8%, la saggistica generale del 3,3%, la manualistica pratica del 6,8%, la saggistica specialistica del 10,6%. La top 10 vede invece un mix tra narrativa, soprattutto straniera, e saggistica di carattere divulgativo: sono comunque tutti titoli usciti nel corso dell’anno (vedi scheda allegata).
Nei 12 mesi le novità pubblicate sono state 70.409 (escluso scolastica e autopubblicati), in crescita dell’1,8% rispetto al 2024. Nonostante ciò, il calo a copie delle novità acquistate, pari al 3,7%, è più alto della flessione del catalogo, meno 2,7%.

com.unica, 31 gennaio 2026

Condividi con