[ACCADDE OGGI]

Se quel maledetto “alieno” che si portava dentro non avesse vinto oggi Oriana Fallaci avrebbe festeggiato gli ottantasette anni di vita. Li avrebbe festeggiati in solitudine e comunque lontana da quegli amici di un tempo che l’abbandonarono negli ultimi anni di lotta a causa delle sue idee. Ma lei non se ne curò più di tanto convinta com’era che le idee che con ostinazione coltivava e sbandierava avrebbero avuto la meglio quando, anche se con colpevole e forse irrimediabile ritardo, il mondo si sarebbe svegliato da quello stato di torpore in cui la soggezione a un malinteso “buonismo” lo ha sprofondato.

Oriana Fallaci resta un’icona nel campo del giornalismo militante, quel giornalismo che cerca la notizia la dove realmente c’è e che rifugge dalle riverenze verso i potenti. Resta memorabile tra le sue interviste ai personaggi famosi quella all’ayatollah Khomeini alla cui presenza si rifiutò di coprirsi con il chador.

Festeggerà sola, Oriana Fallaci, perché nel suo DNA primeggiava il nucleo genetico della libertà che non ama e non sopporta le adulazioni. Lottò da partigiana il fascismo ma apostrofò di vigliaccheria i partigiani comunisti che al posto di minare i ponti di Firenze pensarono essere più comodo assassinare Giovanni Gentile. Lottò per i diritti delle donne e per la loro parità ma avversò il femminismo e l’aborto. Si impegnò per le battaglie di emancipazione ma respinse con sdegno quelle manifestazioni fatte “dai figli di papà” che si coprono il volto con foulard di seta per mettere in atto una violenza senza scopo.

Si arrabbiò con la Guzzanti che imitandola si permise di ironizzare sull’alieno, quel tremendo cancro che la porterà alla morte e rivolta alla comica-imitatrice disse: “Giovanotta, essendo una persona civile io le auguro che il cancro non le venga mai. Così non ha bisogno di quell’esperienza per capire che sul cancro non si può scherzare. Quanto alla guerra che lei ha visto soltanto al cinematografo, per odiarla non ho certo bisogno del suo presunto pacifismo. Infatti la conosco fin da ragazzina quando insieme ai miei genitori combattevo per dare a lei e ai suoi compari la libertà di cui vi approfittate”.

Oriana Fallaci fu non credente dichiarata e resta un mistero il colloquio che cercò e che ebbe con Papa Benedetto XVI di cui si dichiarava estimatrice.

Quando l’alieno presente nel suo corpo ebbe il sopravvento volle essere sepolta nella sua Firenze, la città che si rifiutò di premiarla con il “fiorino d’oro” a causa delle sue idee. Naturalmente Oriana si sarà fatta una grassa risata e, comunque il fiorino lo ha avuto regalato dal suo amico Franco Zeffirelli e se lo è portato nella tomba.

(Franco Seccia/com.unica 29 giugno 2017)

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