Tutto pronto oggi a Taormina per l’inizio del G7. Fino a sabato 27 maggio saranno in Sicilia i Capi di Stato e di Governo del gruppo delle principali economie industrializzate del quale fa parte, come membro non enumerato, anche l’Unione Europea. È la sesta volta che l’Italia assume la Presidenza del G7. La prima occasione fu nel 1980 a Venezia. La città lagunare ha ospitato anche il Vertice nel 1987 e successivamente è stata la volta di Napoli nel 1994, Genova nel 2001 e L’Aquila nel 2009. Oltre al Premier italiano Paolo Gentiloni, arriveranno a Taormina Donald Trump (Usa), Justin Trudeau (Canada), Shinzo Abe (Giappone), Emmanuel Macron (Francia), Theresa May (Regno Unito) e Angela Merkel (Germania). L’Unione Europea sarà rappresentata dai presidenti della Commissione e del Consiglio europeo. Juncker e Tusk. In agenda ci sono in primo luogo il clima e il commercio internazionale, l’immigrazione e il terrorismo. Arrivare ad accordi che non siano solo compromessi non sarà facile, ma l’Europa, che oggi ci appare così in difficoltà, è più forte di quanto pensiamo, scrive Politico.eu.

La missione della Presidenza Italiana del G7 nel 2017 è “Costruire la basi di una fiducia rinnovata”. I cittadini nutrono un crescente scetticismo sulla capacità dei governi di risolvere problemi legati alla loro quotidianità, dalla sicurezza alla sostenibilità ambientale, fino al benessere economico. Su questa premessa risiede la convinzione che i governi debbano adottare con priorità delle politiche volte a rispondere alle aspettative dei cittadini. Di fronte a queste sfide, la Presidenza Italiana del G7 ha deciso di articolare il proprio programma di lavoro lungo tre pilastri.
1. Tutela dei cittadini
Il primo pilastro sarà incentrato sulla necessità di rispondere alle preoccupazioni dei cittadini riguardo all’attuale instabilità geopolitica. In tal senso, la Presidenza Italiana si assicurerà che il G7 continui a fornire il suo contributo fondamentale alle questioni di politica estera e di sicurezza, con specifico riferimento alle situazioni di crisi nell’Africa subsahariana e nella regione MENA e alla prevenzione del terrorismo. Un’attenzione particolare sarà inoltre dedicata al fenomeno della mobilità umana, al fine di gestire in modo ordinato e sicuro gli attuali flussi di migranti e rifugiati.

2. Sostenibilità economica, ambientale e sociale, e riduzione delle disuguaglianze
Il secondo pilastro si focalizzerà sull’applicazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, con riferimento in particolare all’attuazione dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, alla sicurezza alimentare e alla nutrizione (in continuità con l’eredità di Expo Milano 2015), all’uguaglianza di genere, all’empowerment economico di donne, ragazze e bambine e all’istruzione. In aggiunta, verrà prestata particolare attenzione al tema delle disuguaglianze – non solo di reddito o ricchezza, ma anche di genere, di etnia, di accesso alla salute e all’istruzione.

3. Innovazione, competenze e lavoro nell’era della Nuova Rivoluzione della Produzione
Il terzo pilastro sarà dedicato all’adozione di uno sforzo globale, coordinato e intergenerazionale per rendere l’innovazione una fonte di prosperità e di crescita inclusiva. Tale sforzo dovrà in particolare essere indirizzato a perseguire una transizione equa ed ordinata verso la Next Production Revolution, tramite l’adozione di politiche pragmatiche e lungimiranti che assicurino il maggiore coinvolgimento possibile degli stakeholder dell’innovazione. Tali politiche – che spaziano dalle politiche industriali a quelle connesse ai fattori abilitanti, dalle politiche per l’istruzione a quelle sociali – saranno volte ad aumentare la produttività e la competitività attraverso l’Industria 4.0 e i nuovi modelli produttivi; a identificare e a diffondere le nuove competenze; e a migliorare i sistemi di welfare e le politiche del lavoro così da assicurare che tutti traggano beneficio dalla rivoluzione digitale.

(com.unica, 26 maggio 2017)

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