La Camera dei comuni inglese ha votato ieri contro una clausola – proposta dalla liberal democratica Layla Moran – che chiedeva al Governo britannico di negoziare il proseguimento della piena adesione al programma Erasmus dopo la Brexit. La proposta è stata bocciata con 344 contrari (254 quelli a favore).

Questo passaggio parlamentare – seppur indicativo di una certa volontà politica – non significa necessariamente che il Regno Unito non continuerà ad aderire all’Erasmus: è quanto scrive la BBC che ha sentito in merito un funzionario del Dipartimento per l’Educazione: “il governo è impegnato a continuare le relazioni accademiche tra Regno Unito e UE, anche attraverso il prossimo programma Erasmus…se sarà nel nostro interesse farlo. Il voto della scorsa notte non cambia questa situazione”. Attualmente, ricorda BBC Uk, il 53% degli studenti universitari del Regno Unito che studia all’estero lo fa attraverso il programma Erasmus; nel 2017, 16.561 studenti del Regno Unito hanno partecipato al programma, mentre 31.727 cittadini dell’UE sono andati nel Regno Unito.

Il programma Erasmus si svolge in cicli di sette anni; il prossimo andrà dal 2021 al 2027. La Commissione europea ha proposto di raddoppiare il finanziamento di Erasmus per il prossimo ciclo a 30 miliardi di euro. Al programma partecipano anche paesi terzi all’Ue, che negoziano le condizioni per farlo con Bruxelles. Il punto, dunque, è che la Gran Bretagna potrebbe non sostenere più “pienamente” il programma, scegliendo un’altra modalità: ma per farlo dovrà come agire in tempo visto l’avvio, il prossimo anno, del nuovo “settennato”. 

com.unica, 10 gennaio 2019

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