Il medico austriaco Hans Asperger, conosciuto in tutto il mondo per aver dato il nome alla “sindrome dell’autismo senza ritardo mentale”, avrebbe aiutato i nazisti a eliminare i bambini disabili. Lo ha rivelato una ricerca del professor Herwig Czech, uno storico all’Università medica di Vienna, secondo cui il pediatra ebbe un ruolo fondamentale nell’operazione di ‘eutanasia’ a Spiegelgrund, nell’ospedale psichiatrico di Steinhof. trovarono la morte circa 800 bambini con disabilità, alcuni dei quali vi arrivarono dopo essere stati visitati dal dottor Asperger. Secondo lo studio, in particolare, il medico spedì a Steinhof due bambine di 2 e 5 anni ritenute “prive di purezza razziale” e “impossibili da educare”. Con la sua condotta, inoltre, sostiene lo storico di Vienna, Asperger ha “legittimato le politiche di igiene razziale tra cui le sterilizzazioni forzate e, in diverse occasioni, ha cooperato attivamente”.

Lo studio del professore di Vienna ci presenta così il dottor Asperger in una luce completamente diversa rispetto a come è stato conosciuto finora, come forte oppositore del regime difensore dei suoi pazienti a rischio eutanasia. Dai nuovi documenti emerge invece il ruolo controverso del pediatra in queste operazioni di epurazione. Le teorie di Czech derivano da un lungo studio su documenti di archivio mai consultati prima e sulle cartelle cliniche di diversi pazienti di Asperger e sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “Molecular Autism”, i cui vertici hanno deciso di “dire la verità su un medico noto solo per i suoi validi contributi”, contributi la cui portata non è messa in discussione, ma che potrebbe portare le persone affette da autismo a scegliere di non definirsi più attraverso un nome macchiato di infamia.

Sebastiano Catte, com.unica 21 aprile 2018

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