Nella notte l’Iran ha attaccato due basi americane a Irbil e Al Asadin, in Iraq, con una raffica di missili balistici (Bbc). “La fiera vendetta delle Guardie della Rivoluzione è cominciata” ha dichiarato via Telegram il portavoce dei Pasdaran, specificando che si tratta di una risposta all’uccisione, da parte di droni statunitensi, del generale iraniano Qassem Soleimani (New York Times). Al momento non risultano vittime. Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato via Twitter che rilascerà delle dichiarazioni in mattinata.

Sia Trump che il segretario di Stato Mike Pompeo avevano difeso ieri l’uccisione di Soleimani, ricollegandolo a precise informazioni d’intelligence su imminenti operazioni militari iraniane, ma hanno rifiutato di fornire dettagli. La Casa Bianca intanto ha negato il visto al ministro degli Esteri di Teheran Mohammad Zarif, che sarebbe dovuto intervenire domani all’Onu.

L’attacco arriva a poche ore dai funerali di Soleimani a Kerman, a cui ha partecipato una folla oceanica, tanto che nella ressa almeno 50 persone sono morte schiacciate e altre centinaia sono rimaste ferite. L’interramento del feretro è stato quindi rinviato per ragioni di sicurezza (Corriere). 

L’allarme rosso in Iraq ha convinto la Nato a ritirare “temporaneamente” parte del suo personale dal Paese, e a riposizionarne un’altra parte. L’Italia stessa ha spostato i propri militari lontano da Baghdad, mentre Germania e Canada sarebbero pronte a ritirare i contingenti. Il presidente Usa Donald Trump per ora nega intenzioni simili, ma il primo ministro iracheno Abdul Mahdi chiede chiarimenti ufficiali dopo aver ricevuto una prima lettera del comando Usa che preannunciava il ritiro (Cnn).

com.unica, 8 gennaio 2019

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