Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che nella prima metà di gennaio il parlamento sarà chiamato a votare sulla possibilità di inviare truppe in Libia a sostegno del governo di Tripoli guidato dal premier Fayez al-Serraj (Nyt). Intanto proseguono gli attacchi delle milizie del generale Khalifa Haftar: negli ultimi raid aerei su Zawiya ci sono state almeno tre vittime tra i civili (Adnkronos).

La guerra in Libia sta diventando una guerra di altri (Il Post).  I due schieramenti libici, infatti, hanno iniziato a fare ricorso massiccio della forza militare di paesi terzi, in particolare Turchia e Russia, vista l’incapacità di Europa, Stati Uniti e organizzazioni internazionali di trovare una soluzione. Nelle ultime settimane diversi governi stranieri si sono detti preoccupati per l’escalation di violenze a Tripoli, la capitale libica, ma finora nessuno è riuscito a facilitare per lo meno un cessate il fuoco: nemmeno l’Italia, la cui azione in Libia – tradizionalmente piuttosto efficace – ha perso incisività in particolare con i governi guidati da Giuseppe Conte.

La questione libica è stata al centro di una chiamata tra il premier Giuseppe Conte e il presidente russo Vladimir Putin che si sono promessi un aggiornamento costante sulla situazione del paese (Repubblica). Nella giornata odierna Conte ha sentito anche il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi (Adnkronos). Nel corso della telefonata, Al-Sisi ha ribadito “la posizione dell’Egitto a sostegno dell’Esercito nazionale libico” del generale Haftar “nella sua lotta al terrorismo”. Lo ha riferito il portavoce della presidenza egiziana, Bassam Radi, secondo cui durante la telefonata “si è discusso della situazione in Libia e al Sisi ha sottolineato la posizione dell’Egitto a sostegno della stabilità e della sicurezza della Libia, ascoltando la volontà del popolo libico, come il sostegno agli sforzi dell’Esercito nazionale libico nel combattere il terrorismo e nell’eliminare le organizzazioni terroristiche che rappresentano una minaccia non solo per la Libia ma per la sicurezza regionale e del Mediterraneo, respingendo tutte le interferenze esterne negli affari interni libici”.

com.unica, 27 dicembre 2019

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