Il M5S ha accusato il presidente del Consiglio di tenere all’oscuro il Parlamento sulla trattativa con le istituzioni europee per la modifica del Mes, il meccanismo europeo di stabilità, messo a punto nel 2011 nell’Unione Europea allo scopo di fronteggiare le crisi finanziarie negli Stati dell’area euro. Il meccanismo è stato modificato a giugno dall’Eurogruppo e la procedura dovrebbe concludersi entro dicembre. I grillini hanno chiesto un vertice di maggioranza, fissato per venerdì. Era già previsto che il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri riferisse in Senato sul tema il 27 novembre (Repubblica).

È stato il leader della Lega Matteo Salvini il primo ad attaccare Conte accusandolo di aver firmato la riforma di nascosto: “Conte subito in Parlamento a dire la verità, il sì alla modifica del Mes sarebbe la rovina per milioni di italiani” (Ansa). 

Sul Mes “il Parlamento ha approvato una risoluzione, a luglio, e il governo è tenuto a rispettare quella risoluzione in assenza di risoluzioni diverse, punto – ha detto l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti -. È una cosa molto semplice”. Giorgetti si è detto “preoccupato per le notizie che ci arrivano dall’Europa: sembra che l’Italia sia d’accordo su un testo diverso sul Mes. Questo – afferma – sarebbe molto grave perché il Parlamento si è espresso e si è espresso molto chiaramente”. 

Conte ha risposto che “sulla ratifica della revisione del Meccanismo Europeo di Stabilità il Parlamento è sovrano e che non c’è nessun emergenza” e ha aggiunto che l’Italia punta a un rinvio se a Bruxelles non verranno approvate anche altre due riforme chieste da Roma, quella della garanzia sui depositi bancari e quella della competitività (Corriere).

Il vertice notturno sulla riforma della giustizia si chiude solo con l’accordo per portare la riforma del processo civile al prossimo Consiglio dei ministri. Sul penale non ci sono passi avanti (Corriere). In un’intervista al Corriere il leader del M5S Luigi Di Maio parla del calendario per il 2020. Le priorità saranno salario minimo, legge sul conflitto d’interesse e riforma della sanità.

com.unica, 20 novembre 2019

Share This: