Il segretario di Stato Mike Pompeo ha annunciato che gli Stati Uniti non considerano più illegali gli insediamenti di Israele nei territori occupati in Cisgiordania, come invece ritenuto finora dalle leggi internazionali (Ap). Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha applaudito la decisione, che è stata criticata dalle organizzazioni palestinesi (Nyt). La dichiarazione di Washington “riflette una verità storica” cioè a dire che “il popolo ebraico non è colonialista straniero in Giudea e Samaria (Cisgiordania, ndr)”, è stato il commento dell’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu che ha ringraziato il presidente Donald Trump e Mike Pompeo. Contestualmente, l’ambasciata americana a Gerusalemme ha allertato i cittadini Usa perché “individui e gruppi contrari al recente annuncio… Potrebbero colpire infrastrutture, interessi privati e cittadini statunitensi”.

Definire “gli insediamenti civili incompatibili con il diritto internazionale non ha favorito la causa della pace”, ha spiegato Pompeo. “La dura verità è che non vi sarà mai una soluzione legale del conflitto e le argomentazioni su chi ha ragione e chi ha torto dal punto di vista delle leggi internazionali non porteranno mai la pace”, ha rimarcato il capo della diplomazia Usa, sostenendo che la legalità degli insediamenti deve essere decisa dai tribunali israeliani.

La decisione americana non è stata accolta favorevolmente dall’Unione europea, che – tramite un suo portavoce – ha avvertito delle possibili e inevitabili ripercussioni negative: “Tutte le attività di insediamento sono illegali ai sensi del diritto internazionale ed erodono la fattibilità della soluzione a due stati e le prospettive per una pace duratura”, ha affermato. “L’UE invita Israele a porre fine a tutte le attività di insediamento, in linea con i suoi obblighi di potere occupante”.

Intanto ieri quattro missili lanciati dalla Siria verso Israele sono stati intercettati nella notte dal sistema di difesa israeliano (Reuters).

com.unica, 19 novembre 2019

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