ArcelorMittal prevede di lasciare Taranto il prossimo 4 dicembre. “Il Governo non lascerà che si possa perseguire lo spegnimento degli altiforni”, ha dichiarato il Premier Giuseppe Conte. Gli operai preannunciano: “Non saremo noi a staccare la spina”, scrive La Stampa. Il Corriere afferma che l’investimento che doveva convergere su Taranto è stato dirottato verso l’India. L’investimento che doveva convergere su Taranto viene dirottato verso l’India. Secondo i siti specializzati, Essar Steel impiega meno della metà dei dipendenti dell’ex Ilva: 3.800 contro 10.700. Ma la capacità produttiva di Essar sarebbe superiore: 10 milioni di tonnellate di acciaio l’anno solo nello stabilimento di Hazira contro i 4 milioni di tonnellate di acciaio di Taranto (che dovevano diventare però 8 milioni a regime). Ad Hazira un manager a inizio carriera guadagna l’equivalente di 5.500 euro l’anno. Grazie a questo «colpo» AM entrerà nel mercato domestico: finora i Mittal non avevano investito a casa propria, il secondo mercato mondiale dell’acciaio.

Ufficialmente la linea della trattativa è ancora aperta, scrive sempre  il Corriere. Ma nel governo si sta facendo strada anche un’opzione estrema, quella di un nuovo commissariamento dell’ex Ilva, questa volta con un provvedimento che dia ampi poteri al commissario, che in sostanza avrebbe il ruolo di un vero e proprio amministratore delegato dell’intero gruppo. E che dovrebbe essere un esperto del settore dell’acciaio, non solo un manager o un risanatore di aziende.

I commissari straordinari dell’ex Ilva hanno depositato un ricorso per chiedere ad ArcelorMittal di rispettare gli accordi presi. Nel frattempo, la procura di Milano ha aperto un’indagine contro ignoti per capire se c’è stata volontà di danneggiare l’azienda (Repubblica).

com.unica, 16 novembre 2019

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