Venezia sprofonda sotto l’acqua alta: la città, colpita da una marea record che sfiora i 190 cm, registra danni per centinaia di milioni di euro. Danneggiati marmi, mosaici e colonne nella Basilica di San Marco (Corriere). Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato un Consiglio dei Ministri tecnico per decretare lo stato di emergenza. Il ministro Luigi Di Maio propone una moratoria per famiglie e imprese. 

Stanotte la marea ha concesso una piccola tregua. Erano attesi 115 centimetri intorno alle 23,30, invece ne sono arrivati 95. Poi diventati 80, infine 73, 75, meno di 70 centimetri, insomma meno acqua del previsto. I rilevatori dell’Ispra, l’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale, tengono d’occhio dieci punti della laguna: Punta della Salute, Lido Diga Sud, Grassabo’, Chioggia e Burano. Poi Malamocco, Chioggia Sud, Murano, Petta’ di Bo’, Torson di Sotto. Punti divenuti tristemente famosi negli ultimi due giorni, sui giornali e i siti di tutto il mondo (Rainews). 

Intanto si riapre la polemica per il Mose mai completato, costato finora 5,3 miliardi (Sole 24 Ore). Adesso è in gestione con impianti provvisori e si trova all’inizio del collaudo funzionale; sarà pronto per funzionare fra un annetto, se non ci saranno nuovi ostacoli e nuove legioni di oppositori. La consegna finale — con le firme, le strette di mano, il tappeto rosso, la banda musicale con gli ottoni lucidati e le foto — è prevista fra due anni. Poi ci sarà la manutenzione, che costerà ufficialmente fra gli 80 e i 90 milioni l’anno, ma facilmente costerà almeno un centinaio di milioni l’anno, visto che le cerniere delle paratoie mostrano segni di corrosione prima ancora che il Mose sia in funzione. C’è chi propone un’enorme diga da Marghera al Lido per dividere in due la laguna. Chi vorrebbe sollevare la città gonfiando con fluidi il sottosuolo sprofondato e chi si è fatto avanti con l’idea bislacca di migliaia di cric montati sotto le case.

com.unica, 14 novembre 2019

Share This: