“Serve una distribuzione dei profughi più equa”, ha detto Angela Merkel incontrando a Roma il premier italiano Giuseppe Conte, che aveva invocato una gestione europea del nodo migranti. Conte e Merkel stanno lavorando anche alla conferenza di Berlino sulla situazione in Libia (Repubblica).

Conte ha affrontato con Merkel anche la crisi dell’ex Ilva, cercando una sponda nella cancelliera tedesca per individuare soluzioni tecnologicamente avanzate e, più in generale, ragionare sul futuro dell’acciaio europeo: la riconversione sul modello della Rhur non si fa però in pochi mesi, ha fatto capire Merkel (HuffPost). “Ci siamo ripromessi una cooperazione sull’acciaio anche per cercare di confrontarci sulle soluzioni più avanzate dal punto di vista tecnologico. Il governo sta lavorando su una soluzione che tenga in piedi da una parte la tutela della salute e dell’ambiente e dall’altra la salvaguardia dei livelli di occupazione”. Sulle incertezze legate al settore bancario, Conte ha assicurato: “Non temiamo scossoni”. E la cancelliera ha ammesso che ora bisogna fare passi avanti nell’Unione bancaria.

Oggi sarà depositato al Tribunale a Milano l’atto con cui ArcelorMittal chiede di recedere dal contratto di affitto della ex Ilva. I commissari straordinari presenteranno, invece, un ricorso urgente sostenendo che le condizioni giuridiche del recesso non ci sono e che quindi Mittal deve andare avanti. Italia Viva ha presentato due emendamenti al decreto fiscale che istituiscono sia uno scudo generale (Rai News).

Per il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri un intervento della Cassa depositi e prestiti nella ex Ilva “è uno strumento che non va escluso dalla cassetta di cui disponiamo”. Ma la nazionalizzazione sarebbe “una pericolosa illusione”. L’amministratore delegato di Cdp, Fabrizio Palermo, ha detto che “acciaio è strategico per il Paese”.

com.unica, 12 novembre 2019

Foto Lapresse

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