In un’intervista all’Economist, il presidente francese Emmanuel Macron ha definito la Nato “morta cerebralmente”, mettendo in discussione l’impegno statunitense verso gli alleati europei, in particolare per la decisione improvvisa e unilaterale di ritirare le truppe statunitensi dal nord della Siria. Macron auspica che per scongiurare la scomparsa geopolitica dell’Europa, gli Stati membri rafforzino le difese comuni.

 La cancelliera tedesca Angela Merkel risponde alle “parole drastiche” di Macron (che incontrerà a Berlino domenica) sottolineando il ruolo di sicurezza della Nato e la centralità della Germania nell’alleanza. Investendo di più nella difesa, la Germania raggiungerà entro il 2031 il target del 2% in spesa militare stabilito dalla Nato (Politico).

Intanto la Commissione Europea ha tagliato le stime per il Pil dell’Eurozona dello 0,1% a 1,1% per il 2019 e di 0,2 punti percentuali all’1,2% per il 2020 (Ft), e per il Pil italiano da +0,7% a +0,4% per il 2020, prevedendo un peggioramento del debito. Confermati i dubbi sul gettito delle misure anti-evasione, pur senza una bocciatura della manovra (Rai News).

Brutte notizie arrivano per l’Italia dalle previsioni economiche della Commissione europea: nella classifica dei Paesi UE che crescono di più, l’Italia sarà fanalino di coda sia nel 2019 (+0,1%) che nel 2020 (+0,4%). I problemi però non riguarderanno soltanto il debole andamento del PIL. Le previsioni economiche della Commissione Europea non hanno riguardato soltanto il PIL del’Italia, ma anche il suo debito pubblico. Molto probabilmente, ha tuonato l’esecutivo comunitario, la misura schizzerà dal 136,2% (anno 2019) al 136,8% nel corso del 2020. Nel 2021 le cose peggioreranno ancora e il debito salirà al 137,4%. Stime completamente diverse rispetto a quelle dell’esecutivo italiano, secondo cui il fardello scenderà al 135,2% il prossimo anno e crollerà ancora nel 2021. Il deficit strutturale, poi, si attesterà al 2,2% nell’anno corrente, ma peggiorerà ancora al 2,5% nel 2020.

Fattore Brexit. Due funzionari della Bank of England hanno inaspettatamente votato a favore di un taglio dei tassi di interesse, misura che il governatore Mark Carney non esclude, nel timore delle conseguenze dell’uscita del Regno dall’Ue (Bloomberg).

com.unica, 8 novembre 2019

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