Il segretario al Commercio statunitense Wilbur Ross esprime ottimismo sulla possibilità di raggiungere la “fase uno” dell’accordo tra Usa e Cina questo mese (Bloomberg). Giovedì è in programma la conferenza stampa settimanale del ministro per il Commercio cinese Zhong Shan, che potrebbe aggiungere novità sull’argomento. Domani il presidente cinese Xi Jinping terrà il discorso di apertura del China International Import Expo di Shanghai. Sempre domani saranno pubblicati i dati sul commercio internazionale statunitense a settembre e venerdì quelli della Cina a ottobre.

Oggi il presidente francese Emmanuel Macron sarà in Cina nel tentativo di stringere i rapporti tra Bruxelles e Pechino per evitare che l’Europa diventi una “vittima collaterale” delle tariffe di Trump in caso di pace commerciale tra Cina e Usa (Politico). Gli Usa sembrano comunque propensi a escludere tariffe sulle automobili europee (Bloomberg). L’Europa difenderà i suoi interessi, afferma la vicepresidente della Commissione Margrethe Vestager (Repubblica). 

L’Italia sarà rappresentata dal ministro degli esteri Di Maio. Ma a sette mesi dalla firma del memorandum, che provocò la durissima reazione americana, le esportazioni made in Italy calano, i contratti firmati dalle nostre aziende lungo la Via della seta si contano sulle dita di una mano, gli investimenti cinesi in Italia non si materializzano, scrive oggi Repubblica. Tutto o quasi congelato, dopo che Washington ha ricordato all’Italia che il suo campo è quello atlantico, collocazione di cui il premier Conte si è fatto garante per il nuovo governo. Così ora da Pechino filtra una certa irritazione per le oscillazioni del nostro Paese, evidente nell’affondo dell’agenzia stampa di regime contro Di Maio, definito una scelta «inusuale» per la Farnesina.

com.unica, 4 novembre 2019

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