Dopo la bocciatura elettorale in Umbria, la coalizione giallorossa serra i ranghi sull’agenda economica: il vertice di maggioranza di ieri, annuncia Palazzo Chigi, ha ratificato la “piena intesa politica” sull’impianto  della manovra. La nuova riunione in programma oggi dovrebbe chiudere definitivamente la partita (Ansa). Il premier Giuseppe Conte punta sulla riforma del fisco per dare al governo un respiro più ampio (Corriere). Conte considera «irreversibile» la coalizione, continua a valutare di legislatura la prospettiva del governo, ma alla fine, insieme al ministro Gualtieri, ha ammesso anche che occorre una maggiore visione politica, un versante su cui la manovra è stata attaccata da più parti. 

Tra le novità, è stato annunciato il mantenimento della cedolare secca sugli affitti a canone concordato al 10%, mentre sono confermate le tasse su plastica e bibite. Aumentano gli stanziamenti per Industria 4.0, a sostegno della famiglia e della “svolta green”. Nel vertice di oggi resta da risolvere il nodo delle coperture per il regime agevolato delle partite Iva. Sul fronte Ue, il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis ha detto che Bruxelles ha “alcune preoccupazioni” sulla manovra italiana, ma non ha intenzione di bocciarla (Repubblica).

Intanto il Viminale ha autorizzato lo sbarco a Pozzallo della Ocean Viking, la nave in mare da 11 giorni con a bordo 104 migranti. Settanta saranno accolti da Francia e Germania. Tra tre giorni, se il governo non deciderà di tirarsi indietro, scatterà il rinnovo automatico dell’accordo tra Italia e Libia che prevede che i migranti recuperati nella Sar libica siano riportati nel Paese africano (Repubblica).

Per quanto riguarda l’opposizione fa discutere la notizia secondo cui Lega starebbe lavorando a un possibile approdo nel Ppe, per spezzare il “cordone sanitario” delle cancellerie europee (Huffington Post). Per Silvio Berlusconi la Lega dovrebbe entrare nella famiglia dei Popolari europei. Dopo il successo elettorale in Umbria, dall’alto di sondaggi sempre favorevoli, ci sta riflettendo su anche Matteo Salvini. L’operazione diplomatica è complicatissima e si annuncia lunga. Ma la marcia di avvicinamento al Ppe è necessaria per rompere il cordone sanitario costruito intorno alla Lega in Europa. Il leader ne ha parlato con alcuni dei suoi, Giancarlo Giorgetti e Lorenzo Fontana tra gli altri, i più attenti alle relazioni internazionali, vero regolatore della politica nazionale anche in Italia.

com.unica, 30 ottobre 2019

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