Dopo sette ore di colloqui, il presidente russo Vladimir Putin e l’omonimo turco Recep Tayyip Erdogan hanno trovato un accordo sulla Siria. Il memorandum d’intesa prevede pattugliamenti congiunti delle truppe turche e russe fino a 10 km nel territorio siriano oltre il confine turco e stabilisce una tregua di 150 ore nel nord per permettere il ritiro delle milizie curde dell’Unità di Protezione Popolare -YPG da da un’area di 32 km all’interno del confine siriano (BBC).

L’accordo definisce la crescente influenza della Russia nella regione (NYT). Le truppe russe e turche prenderanno il controllo congiunto di una vasta fascia di territorio precedentemente detenuto dai curdi nella Siria settentrionale. Il cambiamento rafforza così la rapida espansione dell’influenza russa in Siria a spese degli Stati Uniti e dei suoi ex alleati curdi. Secondo l’accordo, le forze curde siriane hanno sei giorni di tempo per ritirarsi a più di 20 miglia dal confine, abbandonando la terra che avevano controllato fino all’inizio di questo mese – quando il loro protettore, l’esercito americano, iniziò improvvisamente a ritirarsi dalla regione. 

Le milizie curdo-siriane hanno completato la ritirata dal nord-est come stabilito dal cessate il fuoco dell’accordo turco-americano, che dava loro 120 ore di tempo. Erdogan aveva minacciato di far ripartire l’offensiva se il ritiro non fosse stato completato (Open). In visita alle truppe a Idlib, il presidente siriano Bashar al-Assad ha definito Erdogan un “ladro”.

com.unica, 23 ottobre 2019

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