“I rapporti tra Stati Uniti Italia sono caratterizzati da un’amicizia profonda e da comunanza di interessi, rafforzati l’uno e l’altro dalla presenza negli Stati Uniti di tanti americani di origine italiana. Anche per questo sono lieto di poter svolgere la visita in questo mese di ottobre, dedicato anche quest’anno al patrimonio italo-americano“. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha aperto il suo intervento incontrando la stampa, ieri, a Washington al termine dei colloqui con il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump.
Lo stesso Trump, introducendo l’ospite italiano, ha fatto riferimento a Cristoforo Colombo, definendolo a dispetto dell’Indigenous day “un grande uomo”. Gli ha fatto eco Mattarella: Colombo, ha detto, “ha aperto orizzonti, ha fatto conoscere e posto in collegamento continenti che si ignoravano. E, a giudicare dal ruolo dell’America nel mondo, sembra che abbia fatto un buon lavoro allora”.
Il presidente Trump ha accolto Mattarella nello Studio Ovale nella tarda mattinata. Un’oretta di colloquio che poi si è allargata alle delegazioni con i ministri degli Esteri, Mike Pompeo Luigi Di Maio. I temi in agenda sono stati poi riferiti dai due capi di Stato durante la loro conferenza stampa.
“L’Italia vede negli Stati Uniti non soltanto un alleato fondamentale, ma anche un Paese con il quale condivide lo stesso cammino democratico, insieme al quale si riconosce negli stessi valori di libertà, di tutela dei diritti umani, di rispetto delle minoranze, di Stato di diritto”, ha esordito Mattarella, che ha ribadito: “La visione internazionale dell’Italia si basa sul pilastro dell’Alleanza atlantica cui si è affiancato nel tempo con coerenza quello dell’integrazione europea, dell’Unione Europea. Sono le due componenti insostituibili della nostra politica estera e del nostro percorso di collaborazione. Siamo uniti – Stati Uniti, Italia, Europa – per la storia, per i valori di riferimento, per la cultura che ci accomuna, per i rapporti umani così intensi tra i nostri concittadini”.
Con il presidente Trump si è “parlato della Nato che rappresenta anzitutto una comunità di valori in cui l’Italia si riconosce e a cui partecipa convintamente e fattivamente. L’Italia contribuisce da sempre, in maniera intensa, con efficacia, alle missioni e alle operazioni Nato, coadiuvando in maniera sostanziale le attività dell’Alleanza”, ha precisato Mattarella, rispondendo così alle critiche che Trump ha rivolto all’Italia. “L’Italia”, ha aggiunto, “resta – vorrei rammentarlo – oltre che il quinto contributore della Nato, il secondo contributore di militari nelle missioni della Nato. Dopo gli Stati Uniti, l’Italia è il Paese che di più fornisce suoi militari per le missioni Nato, che si aggiungono alle altre che l’Italia svolge sotto l’egida delle Nazioni Unite o nella coalizione contro il terrorismo che si sono articolate e sviluppate in questi ultimi anni”. E ha rammentato che “in questi giorni sei F35 dell’aeronautica italiana stanno vigilando, pattugliando i cieli dell’Islanda in ambito Nato per assicurare sicurezza e pace”.
“L’Italia ha costantemente ribadito che lo spirito transatlantico va coltivato, preservato, mantenuto con forza in ogni ambito, in ogni dimensione del rapporto che vi è”, ha proseguito Mattarella, auspicando poi “che l’avvio della nuova legislatura dell’Unione Europea, di questo nuovo quinquennio, possa costituire l’occasione di una rinnovata condizione collaborativa nei rapporti commerciali tra Stati Uniti Unione Europea“.
“Puntiamo alla definizione di soluzioni negoziali in grado di rafforzare le nostre relazioni”, perché, ha affermato il capo dello Stato, “le tensioni commerciali non giovano ad alcuno. Riteniamo che una reciproca imposizione di dazi sia controproducente e dannosa per entrambe le nostre economie”, ha osservato.
Se diversa è la visione sui dazi, Italia e Stati Uniti condividono invece “la convinzione dell’opportunità che l’Organizzazione Mondiale del Commercio venga riformata per renderla più efficiente e più efficace”.
Quello economico non è però l’unico fronte caldo. Mattarella e Trump hanno parlato anche della Siria. “Noi siamo fortemente preoccupati per l’offensiva della Turchia nel Nord-Est della Siria”, ha detto Mattarella. “In pochi giorni questa offensiva ha già causato molte vittime e molte decine di migliaia di profughi, di sfollati, e di molte vittime anche tra i civili. È un’offensiva che comporta anche un alto rischio di offrire nuovi spazi – impensati fino a pochi giorni addietro – all’Isis e alle sue criminali azioni terroristiche in Siria, in Medio oriente, ma non soltanto in Medio oriente. Anche altrove, in altri continenti. L’Italia, in linea con la posizione dell’Unione europea, ha condannato e condanna l’operazione in corso da parte della Turchia”.
Dopo la Siria, la Libia. “L’attuale situazione sul terreno in Libia per noi è motivo di grande preoccupazione”, ha riferito Mattarella. “Siamo convinti che il protrarsi della violenza e degli attacchi militari metta a rischio la stabilità dell’intera regione nordafricana, aumenti la minaccia terroristica, contribuisca a creare un ambiente favorevole ad ogni tipo di traffici illeciti e metta a rischio la produzione energetica di quel Paese. E soprattutto neghi ai libici la possibilità di una pacificazione cui, dopo tanti anni, hanno pienamente diritto”.
E poi la Cina. “Nel mantenere un dialogo aperto con la Cina”, ha detto il presidente italiano, “intendiamo difendere attivamente l’ordine internazionale basato su regole certe, con l’ONU al suo centro e un sistema commerciale libero e aperto, basato sui principi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. A questo riguardo abbiamo affrontato due argomenti, innanzitutto la sicurezza riguardo a nuove tecnologie, al 5G. L’Italia è molto attenta all’esigenza di sicurezza nazionale. Lo è e lo sarà. Abbiamo sottolineato come sia necessario che vi siano condizioni di effettiva parità nel commercio e negli investimenti, che vi sia ovunque, per un buono e sano rapporto commerciale, un accesso al mercato non discriminatorio, e che vi sia la salvaguardia della proprietà intellettuale per gli operatori economici; che non vi sia sottrazione indebita di tecnologie”.
“Di tutti questi argomenti e di altri ancora abbiamo parlato con spirito di amicizia e con grande collaborazione”, ha assicurato Sergio Mattarella, ma anche “di grande concretezza”. “E l’occasione è stata ancora una volta propizia per riaffermare la grande amicizia che vi è tra Stati Uniti e Italia e il rapporto forte”, ha concluso, “che vi è tra i nostri Paesi nell’ambito transatlantico”. 

com.unica, 18 ottobre 2019

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