La Turchia ha fatto partire un’operazione militare nel nord-est della Siria contro i curdi siriani. I primi bombardamenti hanno colpito la città di Ras Al Ain, al confine tra Turchia e Siria, e sono stati seguiti da attacchi in tutto il nord-est. Secondo testimoni locali ci sono morti tra i civili. Ieri in serata Ankara ha annunciato anche l’inizio dell’invasione di terra (Bbc). Le Forze democratiche siriane guidate dai curdi sostengono di aver respinto l’offensiva terrestre turca sul confine settentrionale della Siria, poco dopo che Ankara aveva annunciato l’inizio della fase terrestre della sua operazione contro le forze curde. “L’attacco a terra da parte delle forze turche è stato respinto dai combattenti delle Forze democratiche siriane (Fds)” nella regione di Tal Abyad, ha dichiarato il portavoce dell’Fds, Mustefa Bali, su Twitter.

L’obiettivo dell’operazione chiamata “Primavera di pace” è creare una “zona cuscinetto” nel nord-est della Siria, a est del fiume Eufrate, che allontani dal confine con la Turchia i curdi siriani, considerati un gruppo terroristico dal governo turco. In questa “zona cuscinetto” nei piani turchi dovrebbero essere trasferiti centinaia di migliaia di profughi siriani (Foreign Policy). L’attacco rappresenta di fatto un grande assist allo Stato islamico, scrive oggi Il Foglio. 

La Casa Bianca, tre giorni dopo il via libera di Trump, definisce l’invasione turca “una pessima idea” dicendo che “gli Stati Uniti non sostengono questo attacco”. Trump aggiunge di essere “pronto a devastare l’economia turca se Erdogan dovesse fare altrettanto con la popolazione curda” (Al Jazeera). Il segretario generale della Nato Stoltenberg durante la sua visita a Roma ha invitato Ankara ad “agire con moderazione e assicurarsi che ogni azione sia proporzionata e misurata”. Intanto Belgio, Francia, Germania, Polonia e Gran Bretagna avrebbero chiesto di tenere consultazioni urgenti del Consiglio di Sicurezza Onu giovedì mattina.

Secondo gli Usa, l’Iran avrebbe consegnato petrolio in Siria nonostante i divieti attraverso la Adrian Darya 1, la nave prima bloccata dall’esercito inglese e poi rilasciata (Ft). 

com.unica, 10 ottobre 2019

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