Si torna a chiedere al premier Giuseppe Conte di chiarire sugli incontri con gli americani sul Russiagate (Adnkronos). La vicenda vede coinvolti il presidente del Consiglio e i nostri servizi di intelligence, ai quali il ministro della Giustizia Usa William Barr avrebbe chiesto informazioni sull’enigmatico professore maltese, Joseph Mifsud. Proprio Mifsud e la Link University sono al centro della ricostruzione, contenuta anche nel Rapporto del procuratore speciale Robert Mueller, che vede l’università romana e l’ex ministro democristiano Vincenzo Scotti (presidente dell’Ateneo) come tramite nel marzo del 2016 per ‘agganciare’ George Papadopoulos, personaggio centrale del Russiagate.

Papadopoulos è l’ex consulente della campagna di Trump, al quale Mifsud avrebbe offerto materiale “sporco” sulla candidata democratica Hillary Clinton. Materiale in possesso del governo russo. “Lavoravano insieme prima, è stato Mifsud a portare Papadopoulos a Roma”, afferma Scotti, ribadendo quanto già dichiarato in questi giorni di polemiche attorno alla Link. “Noi alla link facciamo formazione di intelligence, non di 007”, puntualizza. Per smontare la ricostruzione del Russiagate contenuta nel Rapporto, l’Amministrazione Trump, tramite l’attorney general Barr e il procuratore John Durham, sta conducendo una contro-inchiesta che li ha portati fino a Roma. Tesi della contro-inchiesta Trump-Barr è che il Russiagate altro non fosse che una trappola, architettata dall’Amministrazione Obama e da alcuni governi amici dell’epoca, da far scattare in caso di vittoria presidenziale del Tycoon.

Oggi il Copasir elegge il nuovo presidente, con ogni probabilità il leghista Raffaele Volpi e già settimana prossima potrebbe svolgersi l’audizione del presidente del Consiglio (Corriere). 

com.unica, 9 ottobre 2019

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