Durante l’audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha escluso l’eliminazione del bonus di 80 euro dalla manovra mentre ha aperto a una possibile rimodulazione dell’Iva (Sole 24 Ore). Nel triennio preso in considerazione dalla prossima manovra “saranno appostate in bilancio risorse aggiuntive per investimenti pubblici e privati per 15 miliardi”. Quanto alla pressione fiscale “che sarebbe aumentata dal 41,9% del Pil al 42,6%, scenderà di diversi decimali sia rispetto al tendenziale 2020 sia rispetto al 2019”.

Deluso dalle promesse del governo il segretario della Cgil, Maurizio Landini: “Noi vogliamo il taglio del cuneo fiscale, ma le cifre non sono sufficienti”. Il centro studi di Confindustria parla di una manovra “parzialmente restrittiva” e mette in guardia sulla possibilità che l’Italia cada in recessione. Secondo l’ultima nota mensile dell’Istat, la fase di debolezza dell’economia italiana proseguirà anche nei prossimi mesi (Repubblica).

È previsto per oggi il voto definitivo sul taglio dei parlamentari. Nel frattempo, i capigruppo delle forze di maggioranza hanno firmato un accordo che prevede una nuova legge elettorale, l’abbassamento dell’età per eleggere il Senato e l’avvio dell’iter per l’autonomia differenziata (Il Fatto Quotidiano).

Siamo probabilmente all’alba di una stagione in cui la politica si riduce a spot, necessari a vecchi e nuovi partiti per dimostrare di essere vivi: in nome del popolo, naturalmente – scrive oggi Ezio Mauro su Repubblica. E infatti la demagogia è proprio questo, l’adulazione del popolo, mentre lo si inganna. “Davanti a noi, abbiamo probabilmente il tentativo di introdurre il vincolo di mandato – aggiunge – manomettendo la libertà costituzionale dei parlamentari come rappresentanti della nazione e non di un partito o di un leader, e infine di superare lo stesso principio di rappresentanza in nome dell’ultimo idolo pagano, la democrazia diretta e partecipativa”.

com.unica, 8 ottobre 2019

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