L’ex segretario del Pd Matteo Renzi lascia i dem per dar vita a un nuovo soggetto politico. In un’intervista a Repubblica assicura l’appoggio al governo Conte e spiega le ragioni della sua scelta: “Voglio combattare Salvini, non difendermi dal fuoco amico. Adesso D’Alema e Bersani torneranno con i dem”. Il gruppo che nascerà alla Camera punta a quota 20 deputati, mentre a Palazzo Madama una decina di senatori andranno nel Misto. Al leader fanno riferimento due ministre, Bellanova e Bonetti, e due sottosegretari (Huffington Post). Restano nei dem, per ora, altri fedelissimi: tra questi Guerini, Lotti e il capogruppo al Senato Marcucci (Corriere).

Renzi non ci sta a passare per quello che indebolisce il fronte del centro-sinistra in un momento così delicato: “È il contrario. Abbiamo fatto un capolavoro tattico mettendo in minoranza Salvini con gli strumenti della democrazia parlamentare. Ma il populismo cattivo che esprime non è battuto e va sconfitto nella società. E credo che le liturgie di un Pd organizzato scientificamente in correnti e impegnato in una faticosa e autoreferenziale ricerca dell’unità come bene supremo non funzionino più”. “Io voglio fare la guerra a chi semina odio – ribadisce. I prossimi anni li voglio passare in contrapposizione frontale contro il populismo di Salvini. Voglio sperare che anche il Pd si preoccupi di lui e non di Matteo Renzi. Non ci sono più alibi, non c’è più il parafulmine, ognuno cammini libero per la sua strada. In mezzo alla gente, non solo nei gruppi parlamentari. La guerra voglio farla a Salvini, non a Zingaretti.”

L’ex premier punta di fatto a diventare ago della bilancia in Parlamento. Per i sondaggisti il nuovo movimento, che potrebbe chiamarsi “Italia del sì”, vale il 5% (Corriere). Nato per fusione, consumato dalle scissioni: il destino del Pd fa notare Il Sole 24 Ore. Le buone notizie dal partito di Renzi è il commento invece del direttore del Foglio Claudio Cerasa: l”a rottura con il Pd è sbagliata ma ci sono buone possibilità che da una mossa molto pericolosa nasca un progetto giusto finalizzato a rafforzare il fronte anti populista e a degrillizzare il governo. Mito dell’unità no grazie”.

Nel frattempo il leader della Lega Matteo Salvini ha rifiutato di fare ammenda per gli insulti di domenica a Gad Lerner. E ieri si è scoperto che la bimba portata sul palco di Pontida non c’entra nulla con l’inchiesta su Bibbiano (Gazzetta di Reggio).

Questo pomeriggio si riunirà il gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo: sul tavolo la scelta se accettare o meno la richiesta di adesione arrivata dal M5S, ancora senza “casa” a Strasburgo dopo le ultime Europee (HuffPost).

com.unica, 17 settembre 2019

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