Si apre una settimana cruciale per gli equilibri di mercato. La riunione del Federal Open Market Committee, in programma mercoledì e giovedì, decide sul costo del denaro, in un contesto di forti pressioni per la guerra dei dazi e le continue richieste del presidente Trump di ridurre gli interessi “allo zero o al di sotto”. Ma dopo la sforbiciata di luglio, secondo i mercati è più probabile un ulteriore ribasso di un quarto di punto, dall’attuale 2-2,25% (Reuters). 

Giovedì la Banca centrale britannica e quella giapponese stabiliranno a loro volta le rispettive politiche. Londra dovrebbe adottare un atteggiamento attendista in vista della scadenza del 31 ottobre per la Brexit (The Times); la Bank of Japan starebbe studiando un taglio dei tassi, già negativi.

Proprio oggi in Lussemburgo il primo ministro britannico Boris Johnson incontra il presidente della Commissione europea uscente Jean-Claude Juncker (Bbc). Il segretario alla Brexit Steve Barclay ha aperto a un periodo di transizione più lungo per l’uscita dall’Ue. Il limite fissato dall’accordo con Theresa May era dicembre 2020 (Ft). “Torniamo indietro” La leader dei liberaldemocratici britannici, Jo Swinson, al termine della conferenza annuale del partito, promette che se eletta “cancellerà la Brexit” (Bbc).

La Banca centrale cinese ha anticipato che Pechino ridurrà il costo del denaro a fine mese, il primo di una serie di tagli per allinearsi alle maggiori istituzioni mondiali.

com.unica, 16 settembre 2019

Share This: